sabato 26 aprile 2014

Treccia Bertelli di Marina Braito


Che dire?
Io con i lievitati non ho quel che si dice "una affettuosa simpatia"...
Ma e' soltanto perché non ho proprio le conoscenze giuste...le basi....quelle nozioni di lavorazione che ti permettono di ottenere  risultati positivi.
Mi riprometto ogni tanto di salire su un aereo e regalarmi un corso da un Maestro ma...il mare, il mare..... 

In ogni caso, i lievitati mi attraggono tanto. E quando vedo i dolci che sfornano le mie amiche..ecco! rimango regolarmente a bocca aperta per l'ammirazione.
Per non parlare dei lievitati dei Gran Maestri.....ma questi, si sa, sono irraggiungibili e lontani anni-luce...come le stelle comete.

Quest'anno, poi, il non aver avuto neppure il tempo di provarci , a Pasqua,  mi ha lasciato una nota di disillusa amarezza.... se cosi si può dire.... per spiegare lo scontento di non aver saputo /potuto fare qualcosa.

Sarà per questo che, complice questo bel ponte di aprile, ho tirato fuori il lievito madre, regalo della mia amica Silvana e ho provato a fare la famosissima Treccia Bertelli della mia amica Marina Braito...
Treccia che da anni ho in programma di fare e mai faccio...

Io vi scrivo come ho fatto. Ma questo post non vuole, in alcun modo,  essere  una sorgente di verità. Anzi, se qualcuno dovesse imbattersi in questa lettura mi indichi errori e inesattezze.
Io ne faro' gran tesoro....



Treccia Bertelli(da una ricetta di Marina Braito)





350 g di farina 00 per dolci lievitati*
150 g di lievito madre**
2 tuorli
100 g di zucchero semolato
75 g di burro 
200 g di latte
1 cucchiaino di sale
100 g di cubetti d'arancia candita
2 cucchiai di Cointreau

Per la decorazione:
un tuorlo
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di zucchero in granella
2 cucchiai di confettura di albicocche
tre cucchiai di glassa "piangente"***


Ho usato 200 g di  farina Rieper blu che avevo in casa ( grazie Silvana!...) e 150 g di farina 00

** 
Se non si ha il lievito madre usare direttamente 500 g di farina forte e 15 g di lievito di birra. Sarebbe meglio usare meno lievito e prolungare i tempi di lievitazione.

***
Per la glassa: lavorare dello zucchero al velo vanigliato con alcuni cucchiai di latte fino ad ottenere una consistenza fluida

Setacciare la farina e versarla nella ciotola dell'impastatrice. Sciogliere il lievito madre in metà del latte intiepidito e versare tutto nella farina. Mescolare usando lo scudo. Sciogliere lo zucchero nella seconda metà del latte. Rompere i tuorli con una forchetta e aggiungerli all'impasto. Cominciare ad aggiungere il latte con lo zucchero e alla fine il sale sciolto in pochissimo latte. Per la quantità dei liquidi regolarsi a seconda della tipologia e della forza della farina utilizzata. Sostituire lo scudo con il gancio e continuare la lavorazione. Quando l'impasto comincia a staccarsi dalle pareti della ciotola cominciare ad unire il burro a piccoli pezzi. Qualora l'impasto cominciasse ad essere troppo caldo, fermarsi. Riporre la ciotola in frigo per 15 minuti fino a far perdere l'eccessivo calore alla massa e poi riprendere la lavorazione. 
Questa deve proseguire fino a quando l'impasto e' completamente incordato; cioè deve staccarsi dalle pareti e la prova del velo da i risultati attesi. In altre parole, prendendo in mano un pezzetto di pasta e stirandola , la pasta non deve stracciarsi ma risultare estensibile. 


A questo punto, bloccare la lavorazione e riporre la pasta in una ciotola per circa 1 h. 
Far fare all'impasto un giro di pieghe per 2 volte lasciando passare 30 minuti tra una piega e l'altra.
Mettere in forza l'impasto per bene ottenendo una palla regolare e ben liscia. Far lievitare per circa 1 ora e riporre in frigo, ben coperta.

L'indomani mattina, lasciare che l'impasto si porti a temperatura ambiente quindi ricavare tre pezzi
di pasta dello stesso peso e farne tre palline. Lasciare che trascorrano almeno 15 minuti in modo che la pasta si rilassi e cercare di ottenere 3 filoncini  della stessa lunghezza.
Fare una treccia a 3 capi.
Lasciar lievitare in luogo caldo fino ad almeno il raddoppio.

A questo punto, mescolare il tuorlo con il latte e velare la superficie della treccia con un pennello .
Cospargere di zucchero in granella e infornare a 175°C per circa 50 minuti.

Estrarre il dolce dal forno e lucidare la superficie con la confettura di albicocche in precedenza scaldata al micro-onde. Inserire la glassa in un cornetto di carta e disegnare delle righe lungo tutta la superficie.


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12 commenti:

Silvia ha detto...

La tua treccia mi pare perfetta!

E pensa te che io sbavo sui tuoi dolci, sulla tua maestria nel farli.
Di solito non lascio nemmeno un commento, tanto sono lontana anni luce da tale esperienza, che non so che dire.:)))
Sì, proprio bella la tua treccia :)

milena brembilla ha detto...

Bella la tua treccia!����; -)

Il Chicco e la Spiga ha detto...

Gentile Pinella, se tutte le mie "non affettuose simpatie"...fossero come le tue, mi sentirei molto, ma molto più vicina ai miei due Maestri, Giorilli e Massari. Da appassionata di lievitati noto soltanto uno splendido ed elegante lavoro, complimenti.
L'unica cosa che vorrei domandarti è a che altezza hai posizionato all'interno del del forno, durante la cottura, la treccia, ho notato uno spessore di cottura più pronunciato nella parte superiore ed un leggero ammassamento nella parte inferiore, ma mi ripeto è solo curiosità, lungi da me pronunciare difetti in un lavoro così ben fatto. Brava come sempre!
Con ammirazione, Anna Giordani

Pinella Orgiana ha detto...

A metà altezza, Anna. Ma dipenderà dal fatto che la treccia l'ho formata troppo grossa da un lato piuttosto che dall'altro?

L angolo della casalinga ha detto...

Bellissima ricetta, la treccia mi sembra deliziosa. Purtroppo non lavoro mai con il lievito madre, non ho il tempo di starvi dietro nè la passione di avere sempre in tavola prodotti lievitati. Il mio alleato, quando mi serve creare qualcosa di più, è il lievito di birra secco...

http://langolodellacasalinga.blogspot.it/

Mariabianca ha detto...

Ti è venuta molto bene,complimenti.
Quando ho letto il titolo del tuo post mi sono ricordata di una meravigliosa crostata di Marina Braito che ho fatto tempo fa ma che non ho ancora postato.
Sai se Marina Braito ha un suo blog?

Manuela e Silvia ha detto...

soffice e dal delizioso ripieno a base di marmellata, ottima proposta per la colazione di domani ;)
baci baci

Lilli nel Paese delle stoviglie ha detto...

Adoro la treccia dolce, pensa che è stata la prima ricetta del mio blog!Non solo mi piace tanto ma la tua mi pare anche perfetta, me la immagino profumata, soffice, morbida! complimenti

Eleonora Dallan ha detto...

che bella questa treccia...mi pare che nonostante la poca simpatia pure i lievitati ti vengano bene!!!
mi attira perchè sa di arancia, che mi piace molto.
nel weekend, per non lasciar "morire" il mio lievito madre, ho preparato un pan brioche con l'intenzione di farci una treccia ma...ho scelto un impasto troppo ricco, così morbido che la treccia non sono riuscita a farla (ho cotto in stampo).
potrei riprovare con questa!...
ciao!!!

Pinella Orgiana ha detto...

Ve la raccomando, questa treccia! Come tutti i dolci di Marina Braito, naturalmente!

Silvana ha detto...

Io non voglio più sentirti dire che non hai confidenza coi lievitati...

Pinella Orgiana ha detto...

Lo sai che le cose a volte nascono e crescono bene per pura fortuna....