lunedì 17 febbraio 2014

Una mandorla come fosse un ricordo


Lo volevo proprio fare un gatto' di mandorle...
A parte che adoro le mandorle tostate. Sarà certamente perché mio padre le adorava. Mia zia gliele tostava sulle braci del fuoco che ardeva in cucina, in inverno. Ancora semi avvolte dal guscio per cui dopo ci si perdeva a cercarle sul fondo del piatto, un po' intere, un po' ridotte in  frammenti.
Mio padre le mangiava con il pane. Un boccone di pane, una mandorla, un sorso di vino rosso.
Potevo stare a guardarlo immobile per interi minuti, senza riuscire a distogliere lo sguardo dalle mani che frugavano tra le schegge di frutta secca a trovarne una intera che, poi, mi allungava cosi, con un sorriso.

Ogni tanto bisogna tornare indietro. In modo da capire quanto il presente sia solo un'appendice del tempo che non tornerà mai più .
Anche la strada la si percorre sempre insieme



Gatto' di mandorle(ricetta della tradizione sarda)



zucchero semolato
mandorle 
scorza di limone
foglie di limone

Far tostare in forno delle mandorle private delle pellicola esterna e farle tostare in forno fino a quando assumono un bel colore ambrato. Ancora calde, distribuirle su un foglio di carta da forno e frantumarle grossolanamente con un mattarello oppure, come ho fatto io, con una bottiglia usata a mo' di mattarello. Ma solo perché un tempo, in Sardegna, si faceva cosi. Prendere dello zucchero semolato, per esempio 300 g , come in questo caso e farlo caramellare a secco finché diventa di un bel biondo dorato. Ritirare la padella dal fornello e versarci le mandorle a manciate poche per volta. Profumare con la scorza del limone. Riportare sul fornello e mescolare con un cucchiaio di legno per bene. La quantità giusta sarà raggiunta quando si incontrerà una certa difficoltà nell'aggiungere le mandorle e i frammenti di frutta non si incorporeranno allo zucchero. A questo punto versare il croccante su un ripiano e stenderlo sottile servendosi di un bel limone biologico. Strofinando il limone sulla frutta caramellata, tutte le essenze si distribuiranno sulla superficie del gatto' rendendolo profumato. A questo punto, tagliarlo a losanghe con un coltello e decorare con carta oro alimentare.


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8 commenti:

Eleonora Dallan ha detto...

mandorle e limone...un perfetto matrimonio.
e questo strofinare il limone sopra il croccante mi affascina, perchè parla di gesti lontani che andrebbero perduti, se non ci fosse chi li ricorda e li riporta alla luce...

grazie per questa condivisione, di sapori e profumi, di emozioni.

(la consistenza del gattò è dura come quella di un normale croccante?)

Pinella Orgiana ha detto...

Lo strofinare il limone sul gatto' è la carta vincente di questo dolce. Unito alla quantità maggiore di mandorle rispetto allo zucchero che garantisce la croccantezza ma aggiunge facilità al taglio. Ne risulta un croccante " mangiabilissimo"...

agnese ha detto...

devo dire che il titolo "gattò di mandorle" mi ha tratto in inganno. infatti le mie scarse conoscenze comprendono solo il gattò di patate e, quindi, mi aspettavo un qualcosa di simile con l'aggiunta di mandorle....immagina la mia sorpresa nel ritrovare il dolcissimo croccante. a napoli si usa prepararlo nel periodo natalizio e si usa dargli forma di cestini o di cornucopie per poi riempirli di struffoli.
la ricetta prevede lo stesso peso di zucchero e di mandorle, e con queste proporzioni si va a colpo sicuro!

youssef kabbaj ha detto...

j'ai ne me satisfait pas ,je suis très preneuse !! merci par avance
un bon recette j'ais déjà traité un site comme ca http://le-couscous-marocain.blogspot.com

Stefania Arnoldi ha detto...

Lo adoro. Ogni tanto quando ho delle mandorle in più lo preparo con felicità per tutta la famiglia. Da noi si chiama Copeta e le mandorle non le spezzettiamo troppo, anzi a volte le lasciamo quasi intere. Sono piacevoli ricordi ed è grazie a queste semplici ricette che le facciamo riaffiorare alla mente. Ciao Stefania

Cristina D. ha detto...

Pinella carissima, so che tu non partecipi ai contest (e per fortuna ! aggiungo io, perché nessuno ma proprio nessuno può competere con te) ma se ti segnalo il mio partito l'altro giorno è solo perchè c'è un premio che son certissima tu apprezzeresti. Con stima infinita

Silvia ha detto...

Questi li conosco molto bene!

Una mia ex collega, quando tornava dalla Sardegna,da casa di sua mamma, me ne portava sempre un po'. Felicissima di avere finalmente la ricetta per rifarlo!
Inoltre scopro anche il perché, quando li mangiavo, sentivo il sapore del limone!
Ciao Pinella ;-)

ahmed ha detto...

Grazie molto possibile, si prega di visitare il mio umile blog

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