giovedì 30 dicembre 2010

Uno specchio di cioccolato

Un bel po' di gente mi ha chiesto in questi giorni su quale dolce sarebbe caduta la mia scelta quest'anno.
Un dolce per festeggiare il mio compleanno, intendo.
E giù a pensare su  quale alchimia di sapori e colori e forme io avrei bloccato le mie mani ed i miei occhi. A leggere e sentire i tanti commenti e curiosità, sorridevo quieta perchè tanto io lo sapevo che, anche quest'anno, certamente non avrei trovato il tempo per regalarmi un dessert. Mi invento tanti di quegli impedimenti per non farlo.....
Ma, proprio quest'anno, non ho dovuto faticare più di tanto  nella ricerca di improvvise incombenze....

Appena ho saputo che da qualche parte intorno a me, una deliziosa ragazza avrebbe festeggiato il compleanno proprio nello stesso mio giorno, non c'ho pensato mica tanto.
Ho deciso che un dolce l'avrei fatto, ma per lei. Lei che sapevo ci teneva tanto ad assaggiare quella sorta di Sacher di cui qualcuno le aveva cosi tanto parlato. E cosi incredibilmente descritto, tanto da vagheggiarne e sognarne di averne una sulla quale, probabilmente, spegnere una candelina.

E cosi è stato. Un lago di cioccolato brillante ed una sorta di mazzetto di fiori dolci con un nulla di dorato ad augurarle anni magici a venire e dolci sogni da realizzare.
Spero che lo specchio caldo del cioccolato le abbia illuminato ancor più gli occhi e disteso le labbra in un tenero e soddisfatto sorriso.

Sacher torte Dessert
(da un'idea di Paco Torreblanca)




Per il Pan di Spagna al Cioccolato
(da una ricetta di Lucia-Pane e Burro)

Per una fascia di 28 cm

6 uova medie
180 g farina 00
180 g zucchero
180 g cioccolato fondente
180g burro
12 g di lievito per dolci


Imburrare ed infarinare uno stampo da 28-30 cm di diametro.
Far liquefare il cioccolato nel microonde a bassa potenza. A parte, fondere il burro e quindi unirli rimescolando delicatamente. Versare i tuorli nella ciotola della planetaria  con 135 g di zucchero, preso dal totale e montarli a spuma. In seguito, montare a neve morbida gli albumi con i rimanenti 45 g di zucchero.
Setacciare la farina con il lievito. Unire alla montata di tuorli, il composto di cioccolato e burro e, quindi, la farina setacciata. Rendere fluido  il composto unendo una cucchiaiata di meringa senza particolari precauzioni. Invece, la meringa restante andrà aggiunta con delicatezza, lavorando dall'alto verso il basso.
Accendere il forno a 175-180°C. Infornare la torta per circa 35-40 minuti finché la prova dell'inserimento dello stecco rivelerà una perfetta cottura.

Per la mousse al cioccolato
(da La Cocina Dulce-di Paco Torreblanca)

Per la crema inglese

150 g di panna fresca
100 g di latte
50 g di tuorli
60 g di zucchero


Far scaldare la panna ed il latte con 30 gr di zucchero e portare  fin quasi al bollore. Montare i tuorli con i restanti 30 gr di zucchero, aggiungere metà della panna e del latte caldo e rimescolare. Concludere la preparazione versando la restante parte e portare la cottura fino a 82-85°C. Passare la crema al setaccio.

Per la mousse al cioccolato

340 gr di crema inglese (come sopra)
225 gr di cioccolato al 70%
450 gr di panna semimontata
due pizzichi di sale Maldon


Far fondere il cioccolato a bagnomaria senza oltrepassare i 50°C. Far leggermente freddare, aggiungere il sale e quindi versare su di esso la crema inglese amalgamando bene con una spatola. Quando la crema ha raggiunto circa 35°C, aggiungere la panna .

Per la glassa brillante di Faggiotto

175 g d'acqua
150 g di panna fresca
225 g di zucchero semolato
75 g di cacao amaro
8 g di colla di pesce in fogli da 2 g

Far idratare la gelatina in acqua ghiacciata. Riunire in una casseruola il cacao, l'acqua, la panna e lo zucchero. Mescolare con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo. Far bollire a fiamma bassa fino a che la glassa raggiunge 103°C. Spegnere. Far scendere di temperatura fino a 70°C e aggiungere la gelatina strizzata.





Preparazione del dessert


Usare una fascia circolare di circa 28-30 cm di diametro. Foderare la base del vassoio con un foglio di acetato e inserire ugualmente dell'acetato in bande all'interno della fascia circolare per rendere liscio il bordo. Ritagliare tre dischi dal pan di spagna al cioccolato. Con l'aiuto di una sac à poche e un beccuccio liscio deporre  uno strato di mousse sul fondo in modo molto regolare. Riporre in freezer per 10' e adagiare un disco di pan di spagna. Velare con della buona confettura di albicocche e stratificare uno strato di mousse. Ripetere queste operazioni terminando con il terzo disco di biscotto. Riporre in freezer fino al completo indurimento del dolce. Estrarre il dolce dal freezer. Eliminare la fascia e l'acetato. Sistemare il dolce sopra una ciotola con alla base un foglio di carta forno. Quando la glassa ha raggiunto circa 40°C, colare sul dolce ancora ghiacciato e decorare a piacere.


Ringrazio con tutto il cuore:

Elisabetta Cuomo per la glassa brillante di Faggiotto dopo aver ammirato un suo stupendo dolce alle nocciole
Rita Mezzini per avermi segnalato uno straordinario Pan di Spagna della soave Lucia
Paco Torreblanca, per esistere

domenica 26 dicembre 2010

Una challah apre la porta al mondo dei lievitati

Non ho mai avuto una gran passione per i lievitati. Ogni volta mi proponevo di provarci, di superare l'imbarazzo dovuto ai molti insuccessi e agli scarsi risultati ottenuti pur dopo svariate ore di lavoro. Ma...avrei dovuto capire da tempo che nulla si improvvisa e i miracoli non vengono fuori assemblando farina, acqua, lievito, zucchero....cosi come capita.

C'è voluto un bellissimo corso a farmi aprire completamente gli occhi.
C'è voluta la profonda conoscenza di Adriano Continisio e le stupefacenti mani e cuore di Paoletta per farmi aprire il libro magico delle farine. E cercare di leggere, imparare, capire. Oh, di certo...non credo che avrò mai lo stesso entusiasmo che mi rapisce quando preparo un vassoio di macarons...ma sono quasi certa che posso, con il tempo, magari imparare a dialogare con il lievito e convincerlo che la cucina di casa mia può essere un delizioso nido per crescere e moltiplicarsi.

E mentre il lievito madre, prezioso regalo di Adriano, prende vita e fuoco, mi prende un vago ma preciso desiderio di provare a sperimentare qualcosa.
E non so neppure per quale motivo mi viene in mente la Challah. Forse per via delle trecce che Adriano ha cercato di insegnarmi. Appena tornata a casa non ho fatto altro che frugare tra schemi e video, in una marea di intrecci, di capi che si uniscono e si scambiano, ognuno differente e sempre bellissimo e attraente.

Cosi è nata la mia Challah. E mi perdonino i miei insegnanti per gli errori che certamente troveranno...ma sono certa capiranno che sto facendo le aste e i bastoncini, come quando mi sono seduta per la prima volta sul banco di legno della mia scuola, in prima elementare.


Challah alla mia maniera
(da una ricetta di Amarillina-Coquinaria)


600 g di manitoba del supermercato
400 gr di farina 00
60 g di zucchero
25 g di lievito di birra
4 uova intere
140 g di burro morbido
285 g d'acqua
4 cucchiaini da the di sale


Per lucidare:
1 uovo intero e un pò di latte

Procedimento

Ho fatto un lievitino con:
285 g di farina
285 g d'acqua leggermente intiepidita
25 g di lievito di birra
1 cucchiaino di miele d'acacia

Ho impastato ottenendo un composto molto molle e l'ho fatto lievitare in forno spento a circa 28°C per circa 45 minuti.
Quindi, l'ho messo nella ciotola del Ken. Ho aggiunto alcune cucchiaiate di farina e ho cominciato la lavorazione con la foglia a bassa velocità, a circa 1. Ho continuato la lavorazione aggiungendo la farina a cucchiai, le uova uno alla volta. Al momento di aggiungere il terzo uovo, ho messo anche lo zucchero sciogliendolo bene. Il sale l'ho messo nell'ultimo uovo che ho aggiunto, quindi, all'impasto.Man mano che la lavorazione procedeva, aggiungevo la farina avendo l'accortezza di ribaltare l'impasto ogni tanto in modo da renderlo omogeneo ed uniforme.
Quando l'impasto ha cominciato ad incordarsi,  ho aggiunto il burro in tre volte cercando di spalmarlo bene sull'impasto. L'ho fatto assorbire poi ho tolto la foglia e messo il gancio. Ho continuato la lavorazione aumentando la velocità a circa 2 e togliendo ogni tanto l'impasto dal gancio.Quando la massa si è presentata setosa, scarsamente lucida e ben incordata, ho tolto l'impasto. Ho fatto la prova del velo e appena mi sono accorta che andava bene ho messo in forza l'impasto. Quindi, l'ho fatto lievitare, sempre a circa 28°C in forno spento, per un'ora o comunque fino al raddoppio.
Ho sgonfiato l'impasto e l'ho diviso per fare le trecce.

Per la treccia due capi bassi, ho preso il sistema da questo sito.





Per la treccia circolare a 4 capi, mi è stato di grande aiuto questo bellissimo blog.





Per fare la treccia a 6 capi, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Io ho optato per questo schema, oltremodo facile a realizzarsi.




Una volta fatte le trecce, ho spennellato con un velo di uovo diluito con il latte e ho passato in forno a 175°C per circa 30 minuti.

giovedì 23 dicembre 2010

Buon Natale....sognando la neve......

Molti, molti anni fa in questo periodo, quando mi alzavo la mattina per andare a scuola, non riuscivo, nonostante il freddo intenso e pungente, a non aprire la porta della terrazza e appoggiare le dita su una bacinella di plastica che, la notte prima, non mancavo di riempire d'acqua, sino al bordo.Non mi si chieda il perchè ma mi piaceva enormemente controllare che durante la notte si fosse formata una lastra di ghiaccio.Mi dava, forse, l'idea che più freddo piombasse durante l'oscurità, più fosse Natale. Spesso, non trovavo null'altro che acqua fredda e, colma di delusione, me ne andavo a scuola mangiando la fetta di pane che mia madre mi dava perchè la consumassi durante il percorso.
"E, ricordati che l'altra ....è per lo spuntino di mezza mattina. Non fare come sempre che hai l'occhio più grande della pancia"

Altre volte, invece, la punta delle dita picchiava con un rumore sordo sul ghiaccio e, come una furia, facevo i gradini a due a due per scendere in cucina e annunciare che " C'è un freddo incredibile, si, si, certamente domani nevica. Dici che nevica, mamma? E se dovesse nevicare, ti prego, non mi far andare a scuola...E tu non andare al lavoro, dai ti prego, ti prego, ti prego..."

L'attesa della neve.....L'avevo vista solo una volta nella mia vita  fino ad allora. Noi bambini avevamo passato la mattina a giocare nei cortili innevati ridendo a più non posso e cercando di acchiappare con la bocca i fiocchi candidi che planavano leggeri e silenziosi sulle nostre teste. Ci sembrava anche buona ...come sapesse di zucchero.

Come sarebbe stato bello se fosse scesa la neve durante la notte di Natale.
Come succedeva nelle fiabe.
Come capitava sempre nei racconti che mia madre ci regalava la sera tardi, seduti intorno ad un braciere, i piedi poggiati in verticale sull'asse di legno a catturare le fiamme......Allontanati dal fuoco! o vuoi finire come Pinocchio ?.....muti ed insaziabili, smaniosi che le storie non avessero mai fine.
Come visto nelle vere città, quando loro..... i bambini di città... cosi diversi da noi...bambini dei paesi .... si svegliavano la mattina e, ancora in pigiama, aprivano i  regali mentre la neve alta e spessa come una coltre era solo da sbirciare dietro i vetri appannati delle  finestre.

Sarebbe bello se quest'anno ci fosse la neve.
Ma, seduta nel silenzio a cercare di far riposare il cuore, sento che il  tepore intorno mi invita a smettere di sognare.
Sarà sicuramente, anche quest'anno, un Natale senza neve.
E solo ora mi rendo conto che da troppi anni, ormai, non metto più neppure la bacinella piena d'acqua sulla terrazza.

Sarà per tutto questo che anche quest'anno non ho potuto sottrarmi al mio gioco preferito. Quello di fare case, cortili, alberi, porte, stelle....tutto di frolla. E farci volare sopra dell'impalpabile zucchero, come fosse la neve. Certa che se fossi una bimba ne sarei cosi assurdamente entusiasta di riceverli da qualcuno.
Probabilmente, una parte di me la sogna ancora,  la neve.

Buon Natale!


Il paese dei miei sogni



Per la pasta frolla


500 g di farina 00
300 g di burro morbido
200 gr di zucchero a velo
80 gr di tuorli
una bacca di vaniglia

Impastare il burro con lo zucchero a velo e l'interno di una bacca di vaniglia. Aggiungere un pizzico di sale sciolto in mezzo cucchiaino d’acqua ed i tuorli. Setacciare molto bene la farina e versarne metà nell’impasto cercando di amalgamarla bene  servendosi della frusta K della planetaria. Naturalmente, lo stesso risultato si ottiene con un mixer oppure semplicemente impastando a mano. Completare con la farina restante. Far riposare la frolla in frigo per circa un’ora. Stendere l’impasto sull’asse lievemente infarinato ead un’altezza di 1 cm.. Con un coppa pasta quadrato ritagliare dei frollini e sistemarli su teglie rivestite di carta forno. Fare lo stesso con coppapasta a forma di stelle di differenti dimensioni. Servendosi di una fascia per semifreddi ritagliare una base di frolla di circa 28-30 cm di diametro.Ritagliare Far riposare in frigo per 30 minuti ed infornare a 175°C per circa 10-15 minuti.

 
Costruzione delle casette
 
Gelatina o confettura di albicocche
Pasta di zucchero di differenti colori
Marshmallows
Confettini colorati
Cioccolato bianco
 
Stendere la pasta di zucchero in uno strato di pochi mm di spessore.Ritagliare le sagome dei biscotti servendosi degli stessi coppapasta usati in precedenza. Deporre un marshmallow sul biscotto che fungerà da base per la casetta e farlo aderire con un pò di cioccolato bianco.Sul davanti incollare un cuoricino argentato. Velare altri due quadrati con la gelatina di albicocche e incollare la pasta di zucchero.Usando un pennellino, prendere del cioccolato bianco e far combaciare i due quadrati ( saranno i due pezzi di tetto) al centro e sui bordi della base.Decorare a piacere con confettini e zucchero al velo.
 
Costruzione degli alberelli
 
Costruire gli alberelli servendosi delle stelle di diverse dimensioni. Ricoprire i singoli pezzi con la pasta di zucchero e incollarli con il cioccolato bianco. Per ottenere un effetto ad abete, sfalsare le diverse stelle fra loro.Decorare deponendo un confettino argentato ad ogni  punta delle stelle.
 
Costruzione del villaggio
 
Sistemare la base tonda di frolla su un vassoio piatto. Disporre le casette e gli alberi a proprio gusto e fissare tutto con un pò di cioccolato bianco. Con l'aiuto della pasta di zucchero, fare i tappettini per le case e spolverizzarli di zucchero brillante. allo stesso modo, con la pasta di zucchero rossa fare delle piccole sferette a mò di bacche.  Infine, spolverizzare con abbondante zucchero al velo.
 

Nota: Lo stesso villaggio può essere poggiato su una base di pasta paradiso. In questo caso, fare i tetti con pasta di zucchero colorata per far risaltare il candore ......della neve!


mercoledì 15 dicembre 2010

Due mousses, tre colori

Adoro i desserts colorati. Mi mettono cosi di buon umore....Mi fanno sognare che sia già alle porte la nuova stagione.Specialmente oggi, mentre scendevo le scale di casa inghiottita da un cielo quasi del colore freddo dell'acciaio. Ed in lontananza le cime delle colline coperte di neve. Mi sono stretta nelle spalle come fosse possibile con un semplice gesto istintivo ricreare quel tepore avvolgente di quand'ero  bambina e affondavo la testa nel grembo di mia madre. 
Quando  il freddo smetteva subito di esistere.

Mi piacciono tanto i desserts colorati.  Questi in particolari. Nati dalla voglia di sperimentare cosa avesse di differente la Panna cotta leggera di Leonardo di Carlo dalla Chantilly di panna cotta di Luca Montersino.
Stessi ingredienti. Solo una leggera differenza di cremosità, infine.
E tra due pasticcieri .....e che pasticcieri!...non poteva mancare lei, la Loretta Fanella che con la sua mousse di lamponi mi fa vibrare di entusiasmo.

Questi bicchierini hanno fatto il loro ingresso in società insieme ad altri due.Uno ...un  cremoso al cioccolato & cremoso al caffè che ormai ripeto infinite volte....da un'idea di Luca Mannori , l'altro ....nato dall'unione fortunata tra  una soffice mousse al cioccolato che ha avuto la magia di  incontrare  una nuvola di salsa al caramello salato..come non copiarla subito dallo straordinario Encyclopedie du chocolat?

No, no. Ve ne parlerò certamente molto presto. Di questi bicchierini e di altro ancora. Perchè mai come durante l'aspettativa del Natale creo per altri i dolci che avrei voluto che da piccola qualcuno avesse ideato per me.Case di pastafrolla, tetti di pasta di zucchero, alberi ricoperti di sfere argentate, prati inondati di cristalli luminosi di zucchero.

Ma intanto......
Variazione di mousses ai tre colori




Panna cotta leggera
(da una ricetta di Leonardo Di Carlo)


Per la panna cotta alla vaniglia

200 g di latte fresco intero
500 g di panna  fresca liquida
85 g di zucchero semolato
8 g di gelatina in fogli da 2 g l'uno*
250 g di panna fresca semimontata
n.1 bacca di vaniglia

* 18 g nella ricetta originale

Far idratare la gelatina in acqua fredda.
Far scaldare molto bene il latte con la panna. Aggiungere lo zucchero e l'interno della bacca di vaniglia mescolando bene per disperdere i semini. Aggiungere la gelatina ben strizzata e tamponata su un foglio di carta assorbente. Passare la crema al setaccio. Far scendere la temperatura e aggiungere una generosa cucchiaiata di panna semimontata. Versare la crema nella panna restante amalgamando bene con una frusta dall'alto verso il basso. Colare la panna cotta in bicchierini e sistemare in frigo fino a completo consolidamento.



Per  la variante al pistacchio

Aggiungere alla ricetta base due generose cucchiaiate di buona pasta pistacchio omettendo la bacca di vaniglia.
Sciogliere la pasta pistacchio nel liquido caldo, aggiungere la gelatina e poi proseguire come da ricetta. Colare la crema al di sopra della panna cotta alla vaniglia e riporre in frigo a solidificare.


Mousse di lamponi
( da una ricetta di Loretta Fanella)



300 g di purea di lamponi
130 g d'acqua
100 g di zucchero semolato
8 g di gelatina in fogli da 2 g*
300 g di panna semimontata

* 15 g nella ricetta originale

Far idratare la gelatina in acqua fredda. Scaldare l'acqua con lo zucchero fino al suo completo scioglimento. Aggiungere la gelatina precedentemente strizzata e tamponata in carta assorbente. Versare il tutto nella purea di lamponi. Aggiungere ad essa una generosa cucchiaiata di panna, mescolare e quindi versare il tutto nella restante panna. Mescolare con cura e stratificare la mousse nei bicchierini al di sopra della panna cotta al pistacchio. Riporre in frigo a solidificare.

Decorazione

Spolverizzare del liofilizzato di lamponi sulla superficie della mousse. In alternativa, collocare due lamponi freschi al centro del bicchierino. Completare con un disco di cioccolato bianco colato su un foglio serigrafato.

giovedì 9 dicembre 2010

Un dolce, ad attraversare il mare

L'occasione è di quelle ghiotte.





Un Food processor Kitchen Aid rosso fiammante? Mammamia, è una vita che lo sogno. Ma come si fa? Non ho tempo, sono sempre di corsa, vorrei partecipare a tutti i contest delle mie amiche e non. Invece, ogni volta, è sempre un tirarmi indietro.
Cosa? Devo fare una ricetta con un'amica blogger? La stessa ricetta? E poi la si mette insieme, lo stesso giorno? Ma dove?

Me lo dice al telefono in una sera di pioggia la Rita Mezzini, tra una entrata in galleria e l'altra mentre sta tornando a casa. Che da lei piova me ne accorgo dal rumore metallico e costante del tergicristallo della sua auto. Credo che a lei piaccia chiamarmi durante il rientro a casa che, tra l'altro, coincide anche con il mio. Come una pausa sospesa nel tempo, a fare da parentesi tra un dovere passato ed un impegno, anche se più piacevole, futuro. Una sorta di limbo in cui parlare, quasi sempre con entusiasmo, della assoluta necessità di venire in possesso del liofilizzato di lamponi, dell'ultimo libro di Christophe Felder, delle difficoltà trovate su quel dolce cosi pazzescamente bello della Loretta Fanella.

Sempre cosi, tra noi due. Sin dai tempi del forum di  La Cucina Italiana.
E direi che crescendo, in questo senso, siamo notevolmente peggiorate. La cosa strana è anche da individuare nel fatto che sballiamo per le stesse cose nello stesso momento. 
Che sia fare la stessa bavarese esattamente lo stesso giorno, gli stessi biscotti esattamente nella stessa sera, quella certa ganache per quegli stessi macarons esattamente lo stesso sabato pomeriggio...oppure avere le medesime  idee su come usare la crema di passion fruit..piuttosto che l'estratto di liquirizia.....per non parlare delle medesime difficoltà trovate nell'ultimo dolce fatto ....

E dei libri? Ci è arrivata L'Encyclopedie du Chocolat a distanza di 24 ore l'una dall'altra.
E di cosa non ci siamo innamorate se non della stessa decorazione?

Mi pare un segno, a questo punto, da cogliere per partecipare al delizioso contest indetto da Il cibo commestibile. 
Oh, senza ombra di dubbio alcuno, quel tono di rosso ha giocato tutte le sue carte. Ma, la realtà vera, è che mi ci sono divertita a volare sul progetto, mi sono entusiasmata nella costruzione del dolce ...tra una telefonata e l'altra....tra un messaggio e l'altro...tra un successo ed un fallimento, tra un tentativo e una risata.
Ci ha dato del filo da tocere la Coupe Chocofil.
E nella mia cucina, mai tanto cioccolato è stato fuso e sollevato e raccolto e temperato.
E mai ho corso tanto tra il freezer ed il ripiano di marmo con la sac à poche in una mano ed una ciotola ghiacciata nell'altra....

Quanto sei paziente....-mi dice lui con gli occhi brillanti che ridono allegri.
Quanto mi sto divertendo...- rimando io. Quanto mi sto divertendo.
Ma....è già finita?

Macarons façon Plénitude
(da Christophe Felder- Pierre Hermé)



Per i macarons:

200g di farina di mandorle
200g di zucchero a velo
150g di albumi vecchi di 2 giorni e a temperatura ambiente
200g di zucchero semolato
50ml di acqua
1/2 cucchiaino di estratto di caffè
colorante giallo in pasta per alimenti
cacao amaro in polvere
Far scaldare la farina di mandorle in forno per 10 minuti alla temperatura di 150°C. Far freddare e unirla allo zucchero al velo. Versare il TPT (tant pour tant= pari peso di zucchero e farina di frutta secca) in più riprese in un mixer ed azionarlo alla massima velocità per 5 secondi.
Setacciare le polveri mediante l'impiego di un setaccio in acciaio a maglie finissime ed eliminare i granuli più grossolani.
Versare lo zucchero semolato in una casseruola e bagnarlo con l'acqua. Far raggiungere la temperatura di 118 °C. Nel frattempo montare leggermente (solo schiumare) 75 gr di albumi e quando lo sciroppo ha raggiunto 114°C, diminuire la velocità dell'apparecchio e versare a filo sulla parete della ciotola lo sciroppo bollente. Continuare la lavorazione finché la meringa diventa tiepida. A questo punto, aggiungere alla meringa una punta di coltello di colorante giallo e far girare per pochi secondi per rendere uniforme il colore.
Versare i 75 g di albumi rimasti sul TPT e amalgamare bene in modo da ottenere una massa omogenea e compatta. Profumare con l'estratto di caffè e mescolare con attenzione.
Sacrificare due cucchiaiate di meringa aggiungendole all'impasto e amalgamare senza particolari precauzioni. Ciò serve a rendere l'impasto più fluido e a non smontare troppo la restante meringa al momento dell'inserimento.
Aggiungere la meringa restante e amalgamare on delicatezza dall'alto verso il basso. A questo punto, occorre procedere con il macarronage: cioè lavorare l'impasto con una spatola cercando di spatolare dall'avanti all'indietro raccogliendo bene il composto dalle pareti. La lavorazione deve interrompersi quando l'impasto, sollevato con la spatola, ricadrà sulla ciotola mediante la formazione di un "nastro" pesante che cade con una certa difficoltà.
Rivestire di carta siliconata delle teglie per biscotti. Deporre agli angoli delle teglie un pò di impasto in modo da far aderire perfettamente la carta ed ottenere delle forme regolari. Versare l'impasto all'interno di una sac à poche con beccuccio liscio (da 8-10) e deporre dei bottoncini di pasta distanziandoli in quanto il macaron tende a diventare un pò piatto.
Spolverizzare metà dei gusci con del cacao amaro .
Far fare un croutage ( un'asciugatura) di circa 30 minuti.
Accendere il forno a 145°C verificando la temperatura con un termometro e infornare la teglia per circa 15 minuti.
Estrarre la teglia, togliere il foglio dei macarons e deporlo su un ripiano fino al completo raffreddamento.
Staccare i dolcetti  e provocare con l'indice un piccolo affossamento in modo da permettere la deposizione ottimale della farcitura.

Per la ganache al cioccolato e al caramello

260 g ( 800) di cioccolato fondente al 50-56%
100 g  ( 320) di cioccolato al latte
100 g ( 320) di zucchero semolato
20 g  ( 60 ) di burro morbido semi-salato*
250 g ( 600) di panna liquida fresca

Far fondere al MO i due tipi di cioccolato a bassa potenza ( 350W) e rimescolando ogni 30 secondi per controllare la fusione. Montare la panna fino ad averla semi-montata. Nel frattempo, procedere per un normale caramello a secco controllando che il caramello si presenti di un bel biondo dorato. Decuocere il caramello con il burro e la panna cercando di ottenere una salsa fluida ed omogenea. Versare la metà del caramello sul cioccolato mescolando bene partendo dal centro e allargando il movimento fino a raggiungere i bordi della ciotola. Ripetere l'operazione per altre 2 volte. Conservare la ganache al fresco.

* Non si dovesse disporre di burro semi-salato, aggiungere alla salsa un pò di cristalli di sale di Maldon.

Per il cioccolato fondente al sale

100 g di cioccolato fondente al 72%
2 g di sale di Maldon

Far fondere al MO il cioccolato. Mettere il sale su un foglio di carta forno e schiacciarlo con l'aiuto di un mattarello. Aggiungere il sale al cioccolato. Stendere il cioccolato su un foglio di acetato, coprire con un secondo foglio e poggiarvi sopra un peso in modo che il cioccolato non si deformi durante il raffreddamento. Far raffreddare per circa 1 ora poi tagliare il cioccolato in piccoli frammenti che andranno riposti in un contenitore ermetico.

Preparazione dei macarons

Sistemare i macarons su un vassoio piatto. Inserire la ganache ** all'interno di una sac à poche con beccuccio liscio e sprizzare un ciuffo di ganache su metà dei gusci. Deporre sulla sommità un frammento di cioccolato al sale e ricoprire con i gusci spolverizzati di cacao.

** Qualora la ganache si fosse eccessivamente consolidata, si può facilmente renderla morbida con un passaggio veloce in MO.




Per il decoro in cioccolato " Coupe chocofil"

Sistemare in freezer una ciotola in acciaio Inox dalle pareti sottili.
Riempire una sac à poche con del cioccolato temperato e formare, su un foglio di acetato, 3 dischi di diverse dimensioni. Mettere la ciotola su un altro foglio di acetato e cominciare a deporre dei fili di cioccolato facendo un movimento da destra a sinistra, piuttosto rapido, in modo da formare una banda di fili di cioccolato. Far colare una piccola montagnetta di cioccolato al centro della ciotola in modo da consentire, poi, l'adesione dei tre dischi. Porre la ciotola in freezer per almeno un'ora. Al momento, estrarre la ciotola e staccare i fili in un colpo solo prendendo la ciotola con entrambe le mani e forzare  facendo un movimento verso l'interno. Con attenzione, incollare con del cioccolato fuso i 3 dischi sistemandoli uno sull'altro e poi farli aderire alla banda.

Presentazione

Sistemare la coppa su un piatto da portata. Allineare a gusto i macarons e servirli.

mercoledì 8 dicembre 2010

Tartelettes chocolat-café

Non credo ci sia nulla di meglio che spalancare le finestre e accorgersi che fuori, davanti a te, si spalanca un cielo cosi azzurro e limpido, direi quasi trasparente, che ti ci potresti tuffare.

Cosi come credo che non ci sia nulla di meglio che immergersi in un cielo azzurro e tiepido dopo una serata trascorsa con i tuoi cari, l'essenza in fondo di questa stranissima vita. Sono rimasti in pochi i tuoi cari, riesci a riunirli in un solo tavolo.
Come ho già avuto modo di dire.
Ma non è questo l'importante. Quello che conta è che siano andati via ognuno con il suo pacchetto: chi ha avuto il pranzo per oggi, chi si siederà a tavola ad allestirsi  una sorta di piccolo brunch, chi  riuscirà a fare la sua colazione migliore, stamattina.

Vi ricordate che nei giorni scorsi vi ho parlato di una pasta sablée di Christophe Felder? Santo Cielo, ci sono cosi tanti modi di fare una frolla, una sablée, insomma un impasto che poi ci si  possa fare ciambelle, fondi per tartes, basi di bavaresi, piccole cose saporite e croccanti che basterebbe solo un velo di marmellata a trasformarlo in  un dolce succulento.

Ho fatto quest'impasto e ne ho ricavato un sacco di cose, tra le quali dei fondi per delle tartelettes che mi avevano conquistato subito sfogliando quella delizia di libro che è Les Mignardises de Christophe.

Pagina 40. Se si inciampa su questa pagina è inevitabile infilarsi un grembiule e liberare alla svelta il tavolo della cucina.

Tartelettes chocolat-café
(da Les Mignardises de Christophe)




Per la pasta sablée

Ingr:

150 g di farina 00
1 punta di coltello di lievito chimico
75 g di burro morbido
75 g di zucchero semolato
1 tuorlo
1 cucchiaio d'acqua
mezza bacca di vaniglia oppure un aroma a scelta (limone, arancio)
un pizzico di sale

Setacciate la farina con il lievito. Versate la polvere in planetaria e aggiungete lo zucchero ed il burro morbido , a pomata.  Impastate fino ad ottenere una pasta sabbiosa, aggiungere l'interno della mezza bacca di vaniglia e il tuorlo. Impastate velocemente ed eventualmente aggiungete un cucchiaio d'acqua nel quale avrete sciolto il sale. Formate un panetto che avvolgerete in pellicola oppure in carta forno e farete riposare per un paio d'ore al fresco.
Stendete la sablée su un ripiano leggerissimamente infarinato, ad un'altezza di 1/2 cm e ritagliate con un coppapasta smerlato dei dischi di diametro leggermente superiore a quello dei vostri stampini per tartelettes. Inserite in disco all'interno degli stampini, bucate con i rebbi di una forchetta e ricoprite con un pezzetto di carta forno su cui adagerete dei fagioli secchi in modo da evitarne il rigonfiamento
Infornate ad una temperatura di 170-180°C per circa 10. Togliete la carte ed i fagioli e completate la cottura per alcuni minuti.
 
Per la ganache:
 
200 g di cioccolato fondente al 70%
200 g di panna fresca
1 cucchiaino da caffé di Nescafé
30 g di burro morbido
 
Fate scaldare la panna fino al limite del bollore. Aggiungete il caffé liofilizzato e fatelo sciogliere. Fate fondere il cioccolato e versate una parte della crema calda. Rimescolate emulsionando la ganache sempre con i consueti movimenti circolari, dal centro verso i bordi della ciotola. ggiungete il resto della crema e infine incorporate il burro molto morbido. Versate la ganache sul fondo delle tartelettes e riponete in frigo.
Lasciate freddare il resto della crema avanzata e montatela con un frullino.
Quando le tartelettes sono pronte, decorate ciascuna con una rosa di ganache montata.
 
Le tartelettes guarnite si conservano per alcuni giorni, in frigorifero. 

domenica 5 dicembre 2010

C'è aria nuova...sa di cioccolato!

Strano come stanotte non abbia nulla  di nuovo da farvi vedere.
Ma non perché in questi due giorni sia stata lì a cincischiare. Tutt'altro.
Da tempo non stavo in cucina come fosse il luogo migliore al mondo per trascorrere le giornate. Più allettante di un viaggio  in un posto tropicale. Più serena di una passeggiata in riva al mare. Più tranquilla di un riposo sul letto con le serrande aperte e il sole che  riscalda la faccia e quasi ti fa volare in un mondo sconosciuto.

Adoro stare in cucina, specialmente da un pò di tempo a questa parte.

L'altro ieri ho ricevuto i miei nuovi libri. Hermé, Felder, ancora Felder, ancora Hermé, qualcosa di Ladurée e......
La magia. Un libro che sa di magia.
L'Encyclopedie du Chocolat.

Quanto mi ha parlato Big Magic Santin di F.Bau? Quanto?
"Conosci Bau?" No, Santin, no.
"Come? Non conosci Bau?"

Adesso si, lo conosco.


E' tutto il giorno che lavoro su un decoro...Prima un flop, poi un altro flop, poi è nato qualcosa, forse mi piace.
La mando a Rita, la maga de La Fucina Culinaria. Lei, è li dall'altra parte del mare. E facciamo la stessa cosa, insieme.
Intanto, non demordo mica. Ma, che faccio? E' tardi. Magari ci ritento domani l'altro.

Quando si apre questo libro è come entrare in un luogo fatato...una sorta di favola "C'era una volta...." E l'unica cosa che entra nella testa è solo trovare il tempo per cercare di farle le cose che sono lì, sotto gli occhi. Il tempo. Il tempo. Quanto è lungo il tempo?

Insomma, si, stanno nascendo nuove cose. E certamente in questi giorni di dicembre, il mio pazientissimo blog si profumerà di tanto cioccolato.... 

Oggi è cosi tardi. E molto spesso occorre avere pazienza e cercare di tenerle a freno le cose, come avessimo in mano le briglie .....che l'abbiamo già detto, no? che c'è sempre un tempo per tutto.


A presto, allora. A presto.