sabato 28 marzo 2009

Variazioni su un dolce

Oh, si! Devo proprio dire che questa mousse è buona. Proprio buona. Il mio maestro Maurizio Santin, un giorno, a lezione, ci disse che la prima regola in pasticceria è quella di fare dei dolci buoni.
Non belli.
Buoni.
Poi, solo dopo che si è stabilito in maniera certa che per quel dolce potresti anche svenarti, solo allora, puoi cominciare a pensare a renderlo pure bello. Ma neppure tanto, insomma il giusto. Certo, parole santissime. Il concetto del buono è pur vero essere relativo.

C'e' chi si venderebbe casa per rimangiare quel dolce che sua madre imbastiva quando era piccolo.
C'e' chi vaga da anni alla ricerca della ricetta di quel dolce mangiato tanti anni fa in un certo ristorante.

Credo che pero' ci siano certi desserts che si slegano da valutazioni soggettive e spiccano sopra tanti altri.
E, quando mi ci imbatto, è una delle rare volte che ripeto la ricetta. Non per altro. Perchè ho tante di quelle idee e libri e foglietti sparsi e appunti che dovrei reincarnarmi alcune volte prima di riuscire a farle tutte.
In assenza di certezze, faccio quasi sempre dolci diversi e poi....
Per questo no. Inizialmente, ho costruito dei bicchierini con alcune varianti. Poi, ho pensato di colare il cremoso di vaniglia all'interno della mousse al cioccolato. Non per altro. Solo perchè è veramente magico il momento in cui il cucchiaino affonda e...trova un cremoso alla vaniglia !

Per cui, alla fine basta veramente un nulla di decorazione.
Ma che Santin abbia ragione?

Semisfera di mousse al cioccolato con interno cremoso alla vaniglia
Tecnica di lavorazione:
Colare il cremoso alla vaniglia in piccoli stampini a semisfera. riporli in congelatore. Riempire fino a metà altezza degli stampi a semisfera piu' grandi con la mousse al cioccolato. Far rassodare in freezer per 5 minuti e poi adagiare la semisfera di vaniglia con la base piatta verso l'alto. Riempire con la mousse restante e far congelare.
Estrarre la semisfera dallo stampo e ancora congelata lucidare con un velo di glassa neutra a freddo. Spolverizzare con cacao in polvere e guarnire con una goccina di cioccolato e alcuni fili di caramello.
Volendo deporre la semisfera su un disco di pan di spagna o biscuit al cioccolato. Non male neppure adagiare il dolce su un biscotto di frolla aromatizzata alla vaniglia e resa leggermente salata con alcuni granelli di sale di Maldon.

venerdì 27 marzo 2009

Ogni tanto si aprono dei cassetti e......

Un giorno sono andata a trovare il mio amico Salvatore. Nel suo fatato negozio di mobili. Appena entrata, mi sono imbattuta in un armadietto, alto, scuro e...pienissimo di tanti cassetti. Tanti e tanti e ancora tanti piccoli cassetti. Li ho aperti uno per uno cercando di immaginare cosa mai avrei potuto nasconderci, a casa. Forse una ricetta. Forse un biglietto d'auguri di mamma. Forse una foto.
La mia testa è come quel mobile. La immagino spesso cosi. Un armadio con tanti piccolissimi cassetti. Molti , non li apro mai. Altri, raramente. Alcuni, spessissimo.
Tra quelli che non apro mai, riesco ad individuare quelli che contengono i ricordi. Le cose viste una volta e...messe li ad aspettare. Poi, un giorno, succede che per motivi misteriosi, inspiegabili, si avverta uno scricchiolio. Un tentativo di uscire dai binari e rivelarsi. Cosa l'abbia provocato ...mah! io non lo so di certo.
Sarà per questo che , ieri sera, mentre facevo una salsa di fragole, ho "ricordato" che potevo far nascere dei piccoli dischi da far aderire a dei bicchierini trasparenti.
Come tanti oblò colorati. Gli oblò delle navi della mia infanzia, di quando non si prendevano gli aerei. Almeno, noi dei paesi. E mamma, preparava i panini con le fettine alla milanese da mangiare sedute in cabina, con i piedi e le gambe penzoloni, fuori dai letti a castello.
"Mangiate che cosi il mare non vi fa nulla"
La testa piena di cassetti.

Un cassettino si è aperto. Ed è venuto alla luce un disco di gelée di fragole.

Dischi di gelée di fragole



Ingr:

250 gr di fragole
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di succo di limone
3 gr di gelatina in fogli da 2 gr
Oppure
1 gr di agar agar


Preparazione:

Tagliare a pezzetti le fragole e passarle in padella con lo zucchero ed il succo di limone. Far prendere il bollore e toglierle dal fuoco. Passarle al mixer e setacciarle con cura fino ad avere circa 200 gr di salsa.
Se si usa la gelatina: farla idratate in acqua fredda, strizzarla ed aggiungerla alla salsa di fragole.

Se si usa agar agar: mescolare l’agar agar con un cucchiaino di zucchero, aggiungere alla purea molto calda e rimettere sul fornello fino a far prendere il bollore.

In ogni caso, colare la salsa all’interno di una vaschetta in alluminio e far solidificare. Volendo, si puo’ stendere la salsa su un tappetino in silicone , ma solo se si lavora con l’agar agar in quanto solo quest’ultimo riesce a solidificarsi rapidamente all’abbassarsi della temperatura.

Prendere un coppapasta di circa 1 cm di diametro (va bene anche un beccuccio liscio da sac à poche) e ricavare tanti dischetti che dovranno essere fatti aderire al lato interno dei bicchierini. Porre in frigo a solidificare completamente.
Proseguire con la ricetta prescelta. in questo caso era una chantilly di panna cotta alla vaniglia del Madagascar.

lunedì 23 marzo 2009

Parigi

Parigi.
Un'amica che ha messo radici nel mio cuore mi dice, stasera, che respirerà l'umore di Parigi, tra poco. E ....come dire?


Ero seduta ad un angolo, in un piccolissimo tavolino a due, al primo piano di un ristorante, a due passi dalla Madeleine. Era tardi ma il sole non era ancora tramontato. Si vedeva un cielo diverso e l'ho guardato con nostalgia, sapendo già che sarebbe stato difficile rivederlo, almeno rivederlo presto.

Parigi. Una condizione dell'anima.

Aspettami. Prima o poi, prima o poi mi rivedrai.

venerdì 20 marzo 2009

Accompagno i piccoli ad una festa

Mah! Ho cercato di prepararli per bene, a dir la verità. Ho fatto indossare a tutti un vestitino colorato: giallo pallido, rosa, giallo sole, bianco panna, verde menta. Li ho sistemati come meglio ho potuto su vassoi bianchi adorni di carta pizzo smerlata e traforata. Coperti, ben coperti per non incorrere nelle grosse gocce di pioggia fredda che credo incomincerà a venir giu' proprio nell'esatto momento in cui, con circospezione e attenzione, vedro' di sistemarli nel bagagliaio dell'auto.


E poi, come sempre, occhio ad ogni buca od infossamento della strada. A debita distanza di sicurezza dall'auto che mi precede. Non posso portarli alla festa con l'abito sgualcito, mezzo sghimbesciati, messi di traverso, insomma disordinati. Che figura sarebbe!
Poi....poi succede che li lascio in altre mani. Io rientro in auto, per altre destinazioni. Una parte di me rimane li con il pensiero. Chissà che succederà....come avessi accompagnato dei bimbi all'asilo.

Viene la notte. C'e' sempre il solito messaggio per dirmi che ...e' andato tutto bene.
Massi....alla prossima festa, allora!
Goccia di cremoso alla vaniglia in gelée di fragole


Incominciamo da qui! diciamo che con tre mousses si possono fare tante varianti. Ma la cosa sorprendente è che sembrano dolci differenti, ognuno con un suo carattere ben definito.

Queso cremeux viene dal dessert di Paco Torreblanca: Madagascar bourbon. Il grande chef spagnolo inserisce il cremeux di vaniglia all'interno di uno scrigno di mousse al cioccolato. Lo poggia su un biscotto all'olio e lo riveste di un glaseado lucidissimo. Finissima la presentazione finale con bacche di vaniglia e macarons candidi.
Io l'ho preso e frammentato. Come? Cosi:

Cremeux di vaniglia

500 gr di panna
100 gr di zucchero
mezza bacca di vaniglia
130 gr di tuorli
3 gr di gelatina
Far idratare la gelatina. Far bollire la panna con lo zucchero e la vaniglia.Sbattere i tuorli leggermente, versarci sopra il liquido bollente e cuocere a 82°C: Aggiungere la gelatina e passare al setaccio.
Colare il cremoso all'interno di stampi mignon in silicone e conservarli in freezer fino a completo rassodamento.
Nel frattempo, preparare una gelée di fragole.

Gelée di fragole

250 gr di fragole
un cucchiaio di zucchero
un cucchiaio di succo di limone
1 foglio di gelatina da 2 gr
Idratare la gelatina in acqua fredda. Passare in padella le fragole tagliate a cubetti , unire lo zucchero ed il limone. Far bollire per 5 minuti, poi passare le fragole al mixer e, quindi, al setaccio. Aggiungere la gelatina , mescolare molto bene e colare un cucchiaio di salsa all'interno delle gocce .
Far solidificare in frigo.
Per la presentazione finale, poggiare un cremoso sopra la salsa di frutta, spolverizzare di zucchero al velo e servire.



Madagascar bourbon
(da una ricetta di Paco Torreblanca)

Per circa 30 bicchierini:

Mousse di cioccolato

410 gr di panna semimontata
225 gr di cioccolato al 70%
90 gr di latte intero
90 gr di panna liquida
45 gr di zucchero invertito*
mezza bacca di vaniglia
90 gr di tuorli

* oppure uguale peso di miele d'acacia


Far bollire la panna liquida con il latte, lo zucchero invertito e la vaniglia. Sarebbe meglio preparare tutto il giorno prima per dare il tempo alla vaniglia di sprigionare tutto il suo aroma.Sbattere i tuorli e versarci sopra l'infuso di panna e latte. Cuocere a 82 °C . Far fondere il cioccolato, versarci sopra la crema e mescolare bene fino ad ottenere una crema lucida , brillante e liscia. Passare tutto al setaccio.Versare sopra la crema un cucchiaione di panna semimontata e mescolare senza attenzione. Poi travasare la crema nella panna con cura. Stratificare il composto in bicchierini. Riporre in frigo.

Cremeux di vaniglia

500 gr di panna
100 gr di zucchero
mezza bacca di vaniglia
130 gr di tuorli
3 gr di gelatina
Far idratare la gelatina. Far bollire la panna con lo zucchero e la vaniglia. Sbattere i tuorli leggermente, versarci sopra il liquido bollente e cuocere a 82°C. Aggiungere la gelatina e passare al setaccio. Far intiepidire e versare la crema sopra la mousse al cioccolato.


Il sapore cambia completamente invertendo l'ordine dei fattori....eh, si! I dolci, grazie al Cielo, non sono numeri! In questo caso, il sapore corposo della mousse al cioccolato è poi mitigato dall'incontro profumato con il cremoso di vaniglia.
Insomma, a seconda del sapore che si vuole preservare per ultimo, si sceglie la combinazione piu' adatta.


Ed infine....non posso fare a meno di un dolce al limone. Stavolta, una crema un po' diversa, ma...certo che ve ne parlerò!
Ho letto di questa crema nel brillante blog di Paoletta , ma l'ho un po' modificata in base ad alcune mie considerazioni.
Mousse spumosa al limone in salsa di fragole


Per la crema

500 gr di panna liquida fresca
500 gr di latte intero
4 uova intere
160 gr di zucchero
80 gr di farina
due limoni
2 fogli di gelatina da 2 gr
un bicchierino di limoncello
500 gr di panna semimontata
Mettere in infusione per un'ora le scorze dei limoni nel latte e la panna bollenti. Far idratare la gelatina. Montare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina, mescolare e allungare con i liquidi. Cuocere come per una normale crema pasticciera. Quando la crema si presenta soda e liscia, aggiungere la gelatina e passare la crema al setaccio. Far intiepidire e aggiungere il limoncello. Versare nella crema una cucchiaiata di panna per fluidicare , quindi aggiungete la restante parte con molta delicatezza. Versare la mousse nei bicchierini e riporli in frigo. Una volta ben raffreddati, versare la gelée di fragole e decorare con una fogliolina di menta fresca e un po' di granella di cioccolato bianco.

A casa mia, la panna fresca non manca mai. Di pasta zabaione buonissima ne ho ancora un bel po' e...ci vogliono veramente 5 minuti per fare un goloso bicchierino. Una panna cotta allo zabaione non puo' certamente mancare.....è giusto avanzata un po' di mousse al cioccolato....qualche chicco per decorare....
La preparazione? La trovate qui
Panna cotta allo zabaione

Ma come? Mi è rimasta della mousse al limone...Non ho piu' fragole. Di andare a comprarne altre, non se ne parla. E se ci mettessi un po' di amarene, che dite?

mercoledì 18 marzo 2009

Nonne, nipoti

Data l'età, è ormai da un pezzo che non ho piu' le nonne.
Una, poi, non l'ho mai nemmeno conosciuta. Mi guarda distratta da una foto ingiallita e rugosa e non riesco a immaginare come fosse, se ridesse spesso, se fosse tenera oppure severa. Mio padre non mi ha mai detto se sapesse fare i dolci o, in alternativa, se almeno le piacessero. Cosi, giusto per andare a scoprire chi mai mi abbia potuto trasmettere questa passione cosi profonda, intensa.
L'altra nonna, forse aveva troppo da fare per avere il tempo di impastare burro, zucchero e farina. Me la ricordo indaffarata a togliere l'acqua ghiacciata dal pozzo del giardino, a sistemare la legna in grosse e voluminose cataste, a riordinare le bottiglie di un vino nero come la pece e denso che se mettevi il fiasco in controluce, i raggi del sole non riuscivano a passarci attraverso.
Per questo e per altro ancora mi piacciono le nonne. La Rita Mezzini, invece, sa da chi ha ereditato quella sua stupefacente bravura, che giusto in questi giorni l'ha vista vincere un bellissimo concorso indetto dalla rivista Cucina&Vini.
La nonna. La nonna alla figlia. La figlia alla nipote.
Non la conosco ma deve essere una nonna da desiderare di avere se si commuove al fatto che mi siano piaciute le sue raviole.

E come non possono piacere le sue raviole, nonna di Rita?
Le Sue magiche, insuperabili, stratosferiche raviole.
Talmente buone che sono scomparse nello spazio di una serata.

Grazie, nonna.
Ed io, cosa posso mai fare, io, per Lei?

Raviole della nonna di Rita Mezzini



Ingredienti:

500 gr di farina
2 uova grandi
190 gr di burro
15 gr di strutto
200 gr di zucchero semolato
25 gr di latte
1 bustina di lievito
Un pizzico di sale


Preparare la pasta frolla unendo lo zucchero con il burro, aggiungere i tuorli, un nulla di sale ed infine la farina setacciata con il lievito. Impastare e far riposare in frigo per circa un’ora. Stendere la pasta ad un’altezza di ½ cm , ritagliare dei dischi con un coppapasta liscio.

Per il ripieno:

200 gr di marmellata di prugne
200 gr di mostarda bolognese
Una manciata di uva sultanina ammollata in acqua tiepida e asciugata.


Variante:
Mi sono permessa di introdurre in futuro una piccola variante, dovuta esclusivamente al fatto che mi risulta difficile reperire della mostarda di frutta. Ho pensato, allora, ad unire un po' di mosto cotto, tipico della mia terra, ad una buona marmellata di prugne.

marmellata di prugne
uvetta
mosto cotto

Prendere il disco tra le mani, inserire al centro un po’ di ripieno evitando la fuoriuscita che sporcherebbe la pasta. Chiudere bene i bordi con i rebbi di una forchetta. Infornare a 180°C fino a completa cottura.
Far freddare i biscotti, quindi passarli velocemente nell’alkermes e nello zucchero semolato.
Disporre le raviole in un solo strato e spolverizzarle di zucchero al velo. 

sabato 14 marzo 2009

Il sapore delle fragole. Il sapore dell'amicizia.

A giorni, la copertina elettrica che è stata la mia fedele ed inseparabile compagna in questo inverno lungo e freddo si godrà un meritato periodo di riposo. L'ho capito andando al market. Improvvisamente, gli sparuti cartocci di fragole sui banconi, sono stati sostituiti da una profusione di rosse e profumatissime confezioni a prezzi a cui non si puo' dire di no. Le prime volte le ho assaporate dubbiosa. Ma che sorpresa! No, no. Sono deliziose, buonissime davvero. E allora non faccio altro che comprarne. E non faccio altro che ricavarne vellutate e dense salse che ripongo in candidi bicchieri e conservo, come fossimo alla fine della stagione e non potessi poi averne delle altre.
Non sempre, pero'. Quando, tornando a casa, sfioro l'albero dei limoni , mi coglie l'incontrollabile desiderio di farci qualcosa con quei limoni e quelle fragole. Se poi, sul banco della cucina è rimasto un po' di pan di spagna, un residuo di bagna al limoncello.....il gioco è praticamente fatto.

Non sono certissima che sia proprio con questi colori e sapori, ma .....Un caro signore alto come un albero, dagli occhi miti e la risata sorniona, piacevole e paziente compagno di freddolosi viaggi, di pause pranzo a base di patate lesse e verdure cotte, prestissimo avrà un dessert di limone e fragole. Oh, no! Non questo, altrimenti che sorpresa è....
Tipo questo. Come gusto certamente.
Ma per il resto, che dire? Sta prendendo forma nella mia mente, le idee escono dai loro nascondigli e si affacciano una per una, richiamano la mia attenzione, desiderose di uscire dal buio della memoria e prendere vita, luce.
Intanto, questa salsa, oggi, non finirà nel vasetto bianco, al freddo.






Mousse al limone con specchio di gelée di fragole
Per 2 torte
Per il pan di spagna

Ingr:
250 gr di uova
175 gr di zucchero semolato
175 gr di farina 00
50 gr di fecola di patate
Scorza grattugiata di un limone
Montare benissimo le uova con lo zucchero. Unire la scorza del limone.Poi setacciare la farina con la fecola e unire le due polveri al composto montato servendosi di un cucchiaione. Imburrare ed infarinare uno stampo e versato il pan di spagna. Cottura: per 20 minuti a 175°C con lo sportello chiuso, quindi altri 20 minuti circa lasciando uno spiraglio nel forno.

Bagna al limoncello

Ingr:
Sciroppo a 30°B fatto con:
135 gr d’acqua
100 gr di zucchero
Limoncello qb
Far prendere il bollore all’acqua con lo zucchero. Quando lo zucchero si presenta completamente sciolto, spegnere il fuoco e fare raffreddare. Unire il limoncello fino a raggiungere la gradazione desiderata.


Mousse al limone
Ingr:
4 tuorli
80 gr di zucchero
40 gr di amido di mais
500 gr di latte intero fresco
scorza di 2 limoni
5 gr di gelatina
500 gr di panna fresca
Mettere in ammollo la gelatina. Far bollire il latte con la metà dello zucchero. Aggiungere la scorza dei limoni e lasciare in infusione per 30 minuti. Nel frattempo, montare leggermente i tuorli con lo zucchero restante, versare l’amido di mais ma non lavorare troppo il composto. Versare una parte di latte per sciogliere la montata e poi versare in un colpo solo tutto nel rimanente latte. Portare a bollore. Spegnere il fuoco. Strizzare i fogli di gelatina e unirli alla crema. Passare la crema al setaccio e farla intiepidire.Montare la panna e unirla delicatamente alla crema.

Gelée di fragole
Ingr:
600 gr di fragole
3 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di succo di limone
4 gr di gelatina in fogli
Tagliare le fragole a pezzetti. Metterle in una casseruola , unire lo zucchero ed il succo del limone . Far prendere il bollore e quindi spegnere. Mettere la purea nel mixer fino ad ottenere una salsa liscia e senza pezzetti di frutta. Passare al setaccio. Togliere circa 400 gr di salsa e tenere da parte la salsa rimanente che vi servirà per velare il pan di spagna. Dai 400 gr di salsa, togliere 4 cucchiai e metterli in una ciotolina che passerete al MO fino al bollore. Sciogliere la gelatina nella salsa calda e unire il tutto ai 400 gr tenuti da parte.

Composizione:
Prendere un vassoio e adagiarvi sopra un foglio di plastica trasparente tipo acetato. Con l’acetato rivestire il bordo di una fascia ad anello da 20 cm. di diametro. Tagliare il pan di spagna in dischi ed inserirne uno alla base della fascia. Inumidire il biscotto con la bagna e stratificare una parte di mousse al limone . Passare in freezer per circa 10 minuti. Ritagliare un disco di pan di spagna con un diametro di 16 cm. Deporlo sulla mousse, bagnarlo con la bagna . Con un pennello, spalmare sul disco della salsa di fragole in modo da ricoprirlo. Ultimare con la mousse fino a raggiungere il bordo della fascia. Passare in frigo fino a rassodamento. A questo punto velare la superficie con la salsa di fragole gelatinata e passare in freezer. Al momento di servire, eliminare la fascia, togliere l’acetato e spalmare su tutto il dolce un velo di gelatina neutra a freddo. Decorare con fragole intere lucidate con la gelatina e scaglie di cioccolato bianco.

domenica 8 marzo 2009

Forse arriva....

L'inverno, quest'anno, è stato come un vecchio che si è addormentato di fronte al camino acceso. Ha poggiato il bastone di lato e si è dimenticato di svegliarsi. E dietro la porta siamo restati tutti li, ad aspettare. Giorno dopo giorno . E oggi ..eccolo! ha cominciato ad allungare una gamba, ad emettere uno sbadiglio lungo e profondo, come quando la domenica non si mette la sveglia e gli occhi si aprono stanchi per il lungo sonno.

Oggi fuori c'e' il sole. Caldo. Abbagliante. E fa intuire che presto dimenticheremo quello che è stato. O meglio, proveremo a dimenticare quello che è stato.

Forse arriva la primavera tanto attesa e sognata.

Io le offro due torte. Nella speranza di riuscire a conquistarla e farla restare. A lungo, a lungo.


Una torta mimosa. Pan di spagna, crema pasticciera al limone e panna montata. Che ricordi le mimose, che ricordi il tempo nuovo che attendiamo con trepidazione.


Una torta.....una torta senza nome. Inventata sul momento . Avevo voglia di crema al limone, di panna e di amarene. Sono scesa in giardino e ho colto dei limoni pieni di vita. Da loro, è nata la torta. Dalla candela si puo' vedere che un amico è stato giustamente festeggiato. C'erano risate, sorrisi e gioia.
Primavera, non scappare...

mercoledì 4 marzo 2009

Uno sguardo di lato

Mi sembra di vederla, mia madre, mentre si appresta a fare la torta di ricotta.
Lei, che di dolci non ne fa mai.
Le viene in mente quando ha tra le mani un paio d'etti di ricotta. Si mette sul lato corto del tavolo di cucina, con calma sbriciola la ricotta con una forchetta in una ciotola di plastica a fiori e poi ci aggiunge un paio d'uova, quelle che ha, un po' di zucchero, un mezzo pacco di farina...Anche scorza di limone se per caso ne ha qualcuno a disposizione. Poi va alla ricerca del lievito. Gli occhiali grandi sugli occhi, un po' abbassati sul naso per vederci da vicino, cerca e fruga sperando che ne sia rimasta una bustina, nel ripiano piu' a destra del pensile, tra i mozziconi di candele e gli astucci dei fiammiferi. In genere lo trova.
E mescola, sommariamente.
Versa l'impasto in una teglia, l'unica che c'e' a casa per le torte. Tonda, con un anello ad un'estremità. Ci sparge sopra tanto zucchero semolato.


E' a quel punto che passo nel corridoio e la guardo. Le lancio un mezzo sorriso divertito e lei intuisce che sto' per avvertirla di mettere bene la teglia in forno che altrimenti la torta viene come tutte le altre volte, con una strana formazione a sinistra di cui non si riesce mai esattamente a capirne l'origine.


Poi, pero', capita ogni volta. Non se ne da pace ma ci ride teneramente sopra. E io, noi, con lei. Ma la torta, nata senza dosi, senza ricetta, senza bilancia, senza mixer, è buona e lei mi consente di togliere la crosticina di zucchero, cosi profumata, cosi calda e friabile.

I ricordi si impossessano di noi nei momenti piu' inattesi. Click, click. Come avessimo in testa una macchina fotografica.
Basta un nulla.
Basta essere ferma al semaforo in attesa del verde. Il tempo di togliere con impazienza il cellophan dal nuovo libro di pasticceria, odoroso di nuovo e lucido come l'abbecedario della mia infanzia. Lo sguardo si blocca su una torta di mele e, per quanto frughi con impazienza tra le altre preparazioni, è li che ritorno.
Una torta cosi semplice , i dadini di mele e.....Mi colpisce come una fucilata.
La crosticina di zucchero. La crosticina di zucchero.

E' bastata una semplice crosticina di zucchero a farmi rivivere un tempo che non c'e' piu'.
Tornata a casa l'ho poi preparata.
E' tutto cambiato.
Io peso bene tutti gli ingredienti, il lievito non mi manca mai, il limone è rigoglioso e fragrante nella pianta in giardino. Basta coglierlo. Solo coglierlo.
E' tutto cosi diverso. Ma il resto, tutti i tesori del tempo che non c'e' piu', ci sono ancora.
E mi capita spesso di volgere lo sguardo di lato.....
Torta di mele
(da Scuola di pasticceria- Accademia Maestri Pasticcieri Italiani)

Ingr:

5 mele Golden
300 gr di farina oo
150 gr di zucchero semolato
3 uova
100 gr di burro
1 bustina di lievito

Zucchero semolato per decorare

Sbucciare le mele, tagliarle a cubetti omogenei e versare la frutta in una ciotola con il succo di un limone. Setacciare la farina con il lievito, unire lo zucchero e la scorza del limone. Sbattere a mo’ di frittata le uova e versarle nell’impasto. Far fondere il burro e aggiungerlo al composto a filo, sempre mescolando.Unire le mele. Il composto si presenta sostenuto ma cercare di rivestire la frutta nel modo piu’ uniforme possibile. Travasare l’impasto in una teglia da 24 cm, prima imburrata ed infarinata. Distribuire sulla superficie alcuni cucchiai di zucchero ed infornare a 180°C fino a completa cottura.