domenica 30 novembre 2008

Fa freddo, piove e tira vento

E chi esce con questo tempo da lupi? Io, di certo, no. Magari colgo l'occasione per fare un po' di gnocchi con il sugo di pomodoro e uno di quegli arrosti a lunga cottura che giusto se sei costretta a stare a casa puoi pensare di fare.


Ed il dolce? Beh! Per la testa girano tante cose all'impazzata. Ma....quando fa cosi freddo ed il tempo è talmente uggioso che solo quest'aggettivo calza a pennello, allora è tempo di torte di mele. Di cannella. Di rum.
E' tempo di tirar fuori una ricetta di Giuliana, la regina della pasticceria e della buonissima cucina. La certezza in cucina. E ogni volta è comunque una sorpresa constatare che non si fa mai cilecca.
Seguitela, la Giuliana. La trovate su Coquinaria, naturalmente. Ma, se avete voglia di commuovervi, ecco le sue foto.
E questa è la sua torta di mele. Una delle sue splendide ricette di torta di mele.
Come sempre, grazie Giuli!

Torta di mele della Giuli


Ingr:

3 belle mele
150 gr di farina
1 bustina di lievito
1 uovo intero
100 gr di zucchero
Mezzo bicchierino di rum
Mezzo cucchiaino di cannella
Latte
Zucchero per spolverare

Montare a spuma l’uovo con lo zucchero. Aggiungere la farina setacciata con il lievito aiutandosi con del latte intero fino ad ottenere una pastella semiliquida. Profumare con la cannelle ed il rum. Tagliare le mele a fettine e immergerle nell’impasto. Rovesciare tutto in una teglia imburrata ed infarinata di circa 24 cm di diametro. Spolverizzare con abbondante zucchero semolato ed infornare a 175°C per circa 45 minuti, Lo zucchero deve fare una crosticina a fine cottura.

domenica 23 novembre 2008

Una torta esagerata

Ogni tanto è una meraviglia uscire fuori dagli schemi. Se per schemi si intende fare un dolce che mai faresti per te stessa. Ogni tanto, puo' capitare di utilizzare 4 sere per una torta che mai avresti detto di poter e voler fare. La puoi fare giusto per una cosa eccezionale, per una giornata particolare, per sentire squillanti risate di meraviglia, per vedere occhi stupiti da tanta esagerata sfrontatezza.

Una torta sfrontata. Una torta magicamente e assolutamente bella, ai miei occhi.
Solo per i miei occhi. Solo per il mio cuore.


Anche se con un notevole ritardo, ecco la preparazione! Non fatevi spaventare da tanta lunghezza: si prepara tutto in piu' giorni, con calma e pazienza ma poi, ci si sente veramente soddisfatti!
Torta delle bolle rosa e nere
Per il pan di spagna di Rucoletta
Ingr:

12 uova
400 gr di farina
400 gr di zucchero semolato
Scorza di limone
2 cucchiai di limoncello
Due teglie da 28 cm

Lavorare i 1 uovo intero e 11 tuorli con 8 cucchiai di zucchero. Aggiungere 8 cucchiai di farina, il limoncello, la scorza di limone e continuare a montare con frusta per circa 15 minuti a velocità 5 del ken. Separatamente, montare gli albumi (11) a neve. A metà lavorazione, aggiungere gradatamente lo zucchero semolato restante. Quando i due composti sono pronti, versare la montata dei tuorli sulla montata di albumi albumi e mescolare con la mano dal basso verso l' alto. Versare la farina ben setacciata e continuare la lavorazione sempre a mano per non smontare il composto. Versare il composto in una teglia imburrata ed infarinata, infornare a 170 °C per 35 minuti, o finchè il pan di spagna è ben sodo al tatto. Lasciarlo nella teglia ad intiepidirsi per 5 minuti poi rovesciarlo su una gratella e farlo raffreddare.

Per la bagna al liquore Benevento

Ingr:
250 gr di sciroppo 30°B*
75 gr d’acqua
100 gr di liquore Benevento

Unire insieme tutti i componenti. Miscelare bene e usare.
*Per la bagna a 30°B:
1350 gr di zucchero
1000 gr d’acqua.
Mettere i due ingredienti in una pentola sul fuoco.Appena bolle spegnere e conservare coperto.Per avere 250 gr di sciroppo a 30°B, adoperare 170 gr di zucchero e 130 gr d’acqua. Da questo togliere i 250 gr richiesti.

Pasta di limone
Ingr:
60 gr di limoni non trattati
30 gr di buccia di limone non trattata
50 gr di sciroppo di glucosio
80 gr di zucchero al velo
100 gr di zucchero fondente

Frullare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta vellutata. Si conserva in frigo in un vasetto ermetico per circa 20 giorni al massimo.
Nota; Consiglio di ammorbire il fondente con il calore prima di frullare altrimenti diventa difficile ottenere un buon amalgama.

Chantilly di crema al limone e panna(da una ricetta di L.Montersino)
Ingr:

1 kg di panna
500 gr di crema pasticciera
6 gr di gelatina
Per la crema pasticciera:

290 gr di latte intero
70 gr di panna
110 gr di tuorli
110 gr di zucchero
25 gr di amido di mais
Scorza di limone
Un bicchierino di limoncello

Far prendere il bollore al latte con la panna. Unire la scorza del limone e lasciare in infusione per almeno 15 minuti.Montare i tuorli con lo zucchero, incorporare l’amido e versare il liquido caldo . Far cuocere fino ad addensarsi. Unire la gelatina idratata e tamponata e passare al setaccio.Unire il limoncello. Quando la crema ha perso buona parte del calore, toglierne dal totale 500 gr unire alcuni cucchiai di pasta di limone e infine, la panna semimontata.

Pasta di zucchero di Rossanina
Ingr:

5 gr di colla di pesce in fogli
30 gr d’acqua
50 gr di glucosio
450 gr di zucchero al velo

Ammollare la colla di pesce nei 30 ml d’acqua.Quindi a fuoco debolissimo farla sciogliere con grande attenzione, aggiungere il glucosio e un goccio di vaniglia.Far sciogliere fino ad avere un composto liquido come l’acqua, ma senza far bollire!
Setacciare lo zucchero al velo, metterlo dentro la ciotola del robot e aggiungere il liquido ottenuto.Far girare finchè si ottiene una palla. Se si vede che l’impasto è duro aggiungere l’acqua a cucchiaini fino ad ottenere una pasta morbida e malleabile.
Stenderla su un piano infarinato con amido di mais.Fare attenzione che la superficie del tavolo ed il matterello siano sempre puliti da ogni residuo che puo’ rovinare la levigatezza della vostra pasta.

Glassa al burro Cordon Bleu
Ingr:

50 gr. di zucchero
60 ml. di acqua
2 tuorli
150 gr. di burro morbido

Portare a mezzo punto (108°) (io ho portato a 110°C ) lo zucchero e l'acqua . Spegnere e dopo pochi attimi montare i tuorli versandoci sopra lo sciroppo a filo. Montare fino a completo raffreddamento in modo da avere un composto soffice e chiaro. A parte montare a spuma sofficissima il burro e unire sempre a filo i tuorli montati e d eventuali aromi.

Preparazione della torta:
La torta va assemblata all’interno di una fascia di metallo che la racchiuda. Prendere la precauzione di deporre il dolce già sul piatto finale perché dopo diventerà impossibile spostarla. Rivestire la fascia di acetato fino a superare di 4 dita il bordo della fascia perché la torta è molto piu’ alta del normale. Disporre gli strati di pan di spagna, bagnarli bene e deporre la chantilly in uno strato di circa 1-2 cm. Dopo aver completato gli strati porre la torta in frigo per un’intera notte. L’indomani, togliere la fascia, eliminare l’acetato e stendere sopra tutta la torta un velo di crema al burro. Riporre ancora il dolce in frigo per circa un’ora. Stendere la pasta di zucchero abbastanza sottile e rivestire la torta con molta attenzione. Rifilare l’eccesso alla base e procedere con la decorazione. Fare delle palline di pasta di zucchero di diverso diametro e incollarle alla base con un po’ di glassa reale fatta con lo zucchero al velo e un po’ d’albume fino ad ottenere una crema consistente. Poi colorare la pasta con dei coloranti alimentari in pasta, rosa e nero e ritagliare dei dischi di diverso diametro. Incollarli sulla torta. Allo stesso modo, preparare delle stelline. E’ piu’ facile prepararle il giorno prima in modo che si possano asciugare bene. Infilare nella stella del filo di ferro non tossico e dispore le stelle su un vassoio. Velarle con un po’ d’albume e decorarle con dello zucchero cristallo argentato. Al momento infilare le stelle nella torta in modo che siano a diversa altezza e….quindi, godetevi l’effetto che fa! 

venerdì 14 novembre 2008

Piove

Ah, novembre. Non si puo' dire che sia un mese soleggiato. Tranne che per l'estate di S.Martino quando speri che la primavera faccia di nuovo capolino e le stagioni siano impazzite, il sole è un ospite strano e volubile. Ti alzi, metti il golf leggero, le scarpine nuove di vernice, il vestitino nuovo a righe e...torni a casa che vien giu' il mondo. Come se il cielo avesse ricevuto un torto troppo grande da sopportare e se la sia presa maledettamente.
Oggi, invece, è scuro già dal mattino. E per tutta la notte il battere delle goccie d'acqua sul tetto non mi ha, stranamente, agevolato il sonno.
Prima che mi trasformi in una Cenerentola tutto fare, vi lascio un dolce nuovo di zecca. Proviene dal libro "Tiramisù e Chantilly" di Luca Montersino.
E' un dessert che sa di primavera e di sole caldo di novembre. Chissà che faccia sbollire l'ira di questo mese inquieto e torni presto un tiepido sole, a scaldarci un po' il cuore.





Chantilly di panna cotta con streusel alla cannella
*All’inizio, preparare lo streusel in modo da consentire all’impasto un riposo in frigo di almeno 30 minuti . Prepararne una buona dose in modo da conservarlo poi in una scatola di latta. Tornerà utile una prossima volta!
Streusel alla cannella
Ingr:

100 gr di farina 00
100 gr di burro morbido
100 gr di farina di mandorle
100 gr di zucchero al velo
1 gr di cannella

Impastare gli ingredienti fino a formare un impasto frolloso. Far riposare in frigo. Poi, sbriciolarlo in piccoli pezzi ed infornare a 160°C per circa 25 minuti, fino ad avere una colorazione dorata. Durante la cottura, rigirare l’impasto con una forchetta e frantumare i pezzi piu’ grossi in modo da avere delle briciole grossolane ed irregolari.

*Quindi, cominciare a preparare il caramello all’arancia in modo da consentire un parziale raffreddamento ed impedire che l’aggiunta della chantilly ne turbi la limpidezza mescolandosi.

Caramello all’arancia
Ingr:

150 gr di zucchero semolato
45 gr d’acqua
90 gr di succo d’arancia filtrato
Scorza grattugiata d’arancia
un pizzico di sale di Cervia ( o di Trapani, se l’avete)

Bagnare lo zucchero con l’acqua e farlo caramellare senza mescolarlo. Far bollire il succo dell’arancia, togliere il pentolino dal fuoco e aggiungere poco per volta l’arancia facendo attenzione agli eventuali schizzi. Riportare lo zucchero sul fornello e far sciogliere bene il caramello. Aggiungere la scorza dell’arancia e il pizzico di sale. Prendere dei bicchierini di vetro e disporli in un piatto adatto al frigo. Far freddare leggermente il caramello e stratificarne un cucchiaio sul fondo. Passare in frigo.Conservare il caramello restante a temperatura ambiente.

*Nel frattempo, preparare la chantilly alla panna cotta. Rispetto alla ricetta originale, ho dimezzato la quantità di gelatina ( ne prevedeva 9 gr) e diminuito la quantità di zucchero (ne prevedeva 100 gr).
Per la chantilly alla panna cotta
Ingr:

500 gr di panna fresca
125 gr di latte intero
60 gr di zucchero semolato
4.5 gr di gelatina in fogli da 2 gr
Un cucchiaio di rum bianco
Mezza bacca di vaniglia

Mettere la gelatina ad idratare in acqua fredda.
Far prendere il bollore al latte con la vaniglia. Strizzare la gelatina ed aggiungerla al latte mescolando bene. Unire lo zucchero e farlo sciogliere. Passare tutto al setaccio e unire metà della panna liquida fredda. Aggiungere il rum e portare la crema a circa 30°C.Montare la panna restante e unirla alla crema senza smontare il composto. Versare la chantilly nei bicchierini e riporre in frigo a solidificare.

Una volta pronti, riscaldare leggermente il caramello avanzato e velare la superficie della crema con non piu’ di un cucchiaio raso. Far freddare ancora.

Decorazione
Distribuire lo streusel sui bicchierini. Spolverizzare con un’ombra di cannella e decorare con filini di scorza d’arancia candita.

Nota: Non avendone a disposizione, sbollentare per 5 volte la scorza dell’arancia in acqua cambiandola ogni volta in modo che perda l’amarognolo. Alla fine, preparare uno sciroppo di zucchero e passare le scorze fino a far assumere un aspetto lucido. Non è il sistema piu’ ortodosso per prepararle ma in questo modo ho potuto avere un po’ di fili d’arancio per la decorazione!

mercoledì 12 novembre 2008

Il comportarsi

Il comportarsi. Il sapersi comportare. In base a cosa? In base al senso della correttezza, dell'onesta intellettuale.
Santi Numi, che parole.

Facciamo cosi. Io faccio un dolce che prendo da un mago della pasticceria. Lo modifico un po'. Ma mica l'ho inventato io. L'ho solo rifatto o almeno, cercato di rifare. Poi, lo metto sul limite del mio balcone e lo faccio volare. Chi lo prende, lo prende. Basta allungare una mano e fermarlo. Farlo entrare in un'altra cucina e rifargli prendere respiro.
I dolci non sono nostri. Sono di tutti. Di tutti quelli che ne sanno annusare l'anima. Che li amano. Che li sentono respirare. CHe sentono battere il cuore. Tutto il resto, non ha storia.
Stasera ho preso un'idea, forse piu' che un'idea, da AmusesBouche. Adoro questo blog. E' cosi vivo, cosi intenso, cosi ricco di spunti, di idee.
Ho rifatto il Karine's_cherry_cake. A modo mio, variando delle cose.

Questo per me è comportarsi. Citare la fonte. Mettere il link del posto da cui lo si è preso. Poi, variare e modificare e reinventare. Ma sempre girare lo sguardo di lato. A vedere che l'ha fatto per primo. A rendergliene merito.
Grazie ad AmuseBouche. Ancora una volta.



E la ricetta? Eccola. Completiamo tutto, suvvia!
Karine's cherry cake
Ingr:
160 g di zucchero
2 uova
80 g di burro fuso
160 g di farina 00
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
2 cucchiai di cacao amaro in polvere
120 gr di latte intero
1 pizzico di sale
cioccolatini Mon Cheri
Setacciare la farina con il sale, il cacao e il bicarbonato. Montare a spuma le uova con lo zucchero, aggiungere a filo il burro fuso sempre continuando a montare con lo sbattitore. Aggiungere la farina alternandola al latte e lavorare il composto fino ad ottenere un impasto omogeneo e cremoso. Riempire per 2/3 degli stampini da muffins, depositare sulla superficie un cioccolatino ed infornare a 180°C per circa 20 minuti.
In aggiunta, con una pennellessa io ho inumidito la superficie dei muffins con del liquore alle ciliegie e ho decorato con una ganache di cioccolato fondente. 

domenica 9 novembre 2008

Quando il cioccolato si sposa allo zabaione.....

Sono cose da pazzi. Quando ho aperto il libro di Luca Montersino-Tiramisù e Chantilly e sono inciampata in questo dessert non ho fatto altro che pensare che l'avrei fatto. Già il nome: Golosotti di zabaione. Ma come si fa a resistere? Infatti, non si fa. Si cede alla tentazione e non ci si pensa piu'. L'occasione la si inventa, ma non c'e' bisogno di aspettare molto. Basta che mia sorella dica che ha un tot di amici a cena e.....il cuore della sorella grande non resiste.

Nascono cosi i golosotti e già qualcuno sussurra che l'abbinamento zabaione-cioccolato fondente fosse incredibilmente esplosivo.
Si, lo confermo. Lo era.



Golosotti allo zabaione
(da Tiramisù e Chantilly di L.Montersino)


Per la salsa al cioccolato
Ingr:
250 gr di tuorli
115 gr di zucchero semolato
625 gr di latte intero
5 gr di colla di pesce
350 gr di cioccolato al 70%
Far prendere il bollore al latte, quindi incorporarvi il tuorli montati con lo zucchero mescolando sempre fino a raggiungere la temperatura di 82°C-85°C. Togliere dal fuoco, aggiungere la gelatina prima idratata e tamponata, quindi il cioccolato fondente fuso. Omogeneizzare con un mixer ad immersione.
Per la crema chantilly allo zabaione
250 gr di crema zabaione
250 gr di panna fresca semimontata
Per la crema zabaione
Ingr:
75 gr di zucchero
54 gr di tuorli
15 gr di farina
85 gr di Marsala
20 gr di Moscato
Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e i due vini prima ben scaldati. Far cuocere fino al primo bollore e quindi raffreddare subito. Quando la crema è ben fredda, aggiungere la panna semimontata mescolando delicatamente.
Altre preparazioni
ritagli di pan di spagna
vino Marsala
decorazioni di cioccolato
glassa neutra a freddo
Preparazione
Prendere dei bicchierini piccoli quadrati e foderare il fondo con un dischetto di pan di spagna. Inumidire con un cucchiaino di Marsala. Versare un cucchiaio di salsa al cioccolato e quindi la chantilly allo zabaione cercando di salire sulle pareti in modo irregolare. Continuare gli strati e ultimare con la salsa al cioccolato. Porre in freezer finchè la salsa è ben fredda . Velare la superficie con un po’ di glassa neutra per lucidare e decorare con una variazione di cioccolato fondente.

sabato 8 novembre 2008

Qualcosa di semplice, qualcosa di buono


E' inevitabile, forse, che sia al cioccolato. Un dolcino facile da preparare al volo prima di pranzo. Prima di allungarsi per un riposino e scaldarsi con i raggi che filtrano dalle finestre, come i gatti. Ah! che bello l'autunno e dire che non mi è mai piaciuto. Sorbole! Deve essere un segno dell'invecchiamento.

Mi ricordo mamma che esponeva il viso bianco al sole tiepido e con la mano si spalmava su tutta la faccia il calore prodotto, come fosse una crema. Poi, la metteva sul mio viso e sorrideva come fossimo due bimbe. Io facevo come da piccola. Affondavo la testa nel suo grembo e lei passava e ripassava la sua mano sulla mia testa, ogni volta esponendola prima al sole come fosse un braciere acceso.Tutti gli affanni sparivano. Tutte le ansie andavano a nascondersi.Tutti i dolori si spegnevano piano, come piccoli fiammiferi.

Si, certo, parlavo del riposino.
Parlavo del risveglio e di accendere il forno, introdurre le piccole delizie e mettere sul fuoco il bricco del caffé oppure del the. Ci vogliono 10 minuti. Magari 20 se a farlo, il the, spetta a me.Ma poi, ci si puo' sedere serenamente e assaggiare un morbido al cioccolato, bello tiepido, caldo, un sorso di the al bergamotto.

Magari, viene pure la voglia di uscire, finalmente, per andarsi a comprare un paio di stivaletti che non c'e' nulla come un paio di scarpe nuove per tirare su l'umore.

Non è vero?

Morbidi al cioccolato(di M.Santin)

Ingr:
300 gr di zucchero
100 gr di cioccolato al 55%
180 gr di burro
6 uova
90 gr di farina 00
Sciogliere il burro ed il cioccolato in due ciotole separate. Unire e mescolare bene i due ingredienti. Battere le uova fino ad avere una montata soffice e chiara.Unire la farina mescolata con lo zucchero e continuare a battere finche’ il composto è diventato molto gonfio. Aggiungere, sempre mescolando, il miscuglio di burro e cioccolato versandolo a filo. Tenere il composto in frigo per almeno 3 ore. Distribuire il composto in stampini moporzione e infornare a 150°C per 10 minuti.
Si formerà sulla superficie una crosticina chiara. Io ho estratto i dolcini dagli stampini di carta e li ho capovolti.Quindi, spolverizzati con zucchero al velo .

sabato 1 novembre 2008

Is animeddas

Non scrivo mai la stessa cosa su Coquinaria e sul mio struggente blog.
Ma, stavolta, non avrei proprio parole diverse per dirlo.

Era sempre una giornata bellissima quella del 2 novembre. Io mi alzavo presto, carica di una elettrica felicità ed una impazzita impazienza.
Mamma non era come tutte le altre.Non aveva mai molto tempo per tutti i manicaretti e i pranzi che le altre mamme facevano per i loro figli.
Ma trovava sempre il tempo per delle stranissime cose.
Farci sedere sul banchetto di legna contenente il carbone e raccontarci delle storie terribili che non ci facevano dormire la notte. Come l'amavo quando raccontava infinitesime volte la stessa storia, la stessa notte e sempre cosi bella da sembrare ogni volta diversa.Oppure, farci mangiare tanto di quel pane fritto "indorau" da tenerci la pancia con le mani. A volontà.
Ancora, lasciarci un biglietto sullo specchio della credenza celeste con cui potevamo comprarci tutta la Cremalba che volevamo dalla signorina Peppina.E la mattina del 2 di ogni novembre , io avevo pronta la mia federa di cotone bianco da appoggiare sulla spalla e portare in giro per il paese.
L'avrei amata alla follia solo per quello.

Is animeddas. Le piccole anime.

Per primo, di corsa, tutti dal prete per le gallette. Poi, dalle mogli degli immigrati, per i cioccolati. E quindi dalle anziane del paese con le loro casette di fate con i pavimenti in fango pressato che si potevano lavare e le scale di legno e l'odore di mela e di arance. A prendere fichi secchi, noci, qualche ciambella, i piu' fortunati. E monetine da spendere in caramelle e mentine e zuccherini. Che fosse una giornata particolare, mamma lo sapeva.Tanto che, diventati grandi e ormai senza federe da appendere sulle spalle, non aveva perso l'abitudine di vivere quel giorno e c'era sempre una bustina con un po' di soldini.
Is animeddas, diceva.
Che bella che era.

Questo è il primo anno senza le anime.
Ieri sera ho preparato una torta. E' per il compleanno della figlia di un'amica. Non mi è mai capitato di preparare una torta con tanta ...tanta...non so dirlo.Non trovo le parole.
Pensavo alle anime.
Pensavo alla felicità di una madre che ha una figlia che compie gli anni.
Pensavo a tante cose.
E non è parsa strana la commozione che ci ha unite, stamattina.
Tre donne, tre storie, tre vite.

E' la mia torta delle anime.





Il fiore , fatemelo lanciare in aria.




Torta Lola
Pan di Spagna di Rucoletta
Ingr:
9 uova
300 farina
300 zucchero semolato fine
scorza di limone
Due cucchiai di limoncello
Lavorare i 1 uovo intero e 8 tuorli con 6 cucchiai di zucchero. Aggiungere 6 cucchiai di farina, il limoncello, la scorza di limone e continuare a montare con frusta per circa 15 minuti a velocità 5 del ken.Separatamente, montare gli albumi (8) a neve.A metà lavorazione, aggiungere gradatamente lo zucchero semolato restante. Quando i due composti sono pronti, versare la montata dei tuorli sulla montata di albumi albumi e mescolare con la mano dal basso verso l' alto. Versare la farina ben setacciata e continuare la lavorazione sempre a mano per non smontare il composto. Versare il composto in una teglia imburrata ed infarinata, infornare a 170 °C per 35 minuti, o finchè il pan di spagna è ben sodo al tatto. Lasciarlo nella teglia ad intiepidirsi per 5 minuti poi rovesciarlo su una gratella e farlo raffreddare.

Bagna al limone e limoncello
Ingr:
200 gr d’acqua
100 gr di zucchero
Scorza di un limone
Mettere le scorze del limone nell’acqua con lo zucchero. Far prendere il bollore finchè lo zucchero è completamente sciolto.Poi profumare con il succo del mezzo limone prima filtrato.Togliere le scorze e far raffreddare completamente prima di aggiungere il limoncello.

Chantilly di crema al limone e panna
( da una ricetta di Luca Montersino)
Ingr:
1 kg di panna
500 gr di crema pasticciera
6 gr di gelatina
Per la crema pasticciera:
290 gr di latte intero
70 gr di panna
110 gr di tuorli
110 gr di zucchero
25 gr di amido di mais
Scorza di limone
Un bicchierino di limoncello
Far prendere il bollore al latte con la panna. Unire la scorza del limone e lasciare in infusione per almeno 15 minuti.Montare i tuorli con lo zucchero, incorporare l’amido e versare il liquido caldo . Far cuocere fino ad addensarsi. Unire la gelatina idratata e tamponata e passare al setaccio.Unire il limoncello. Quando la crema ha perso buona parte del calore, toglierne dal totale 500 gr e unire la panna semimontata.

Panna montata gelatinata
200 gr di panna fresca
1 foglio da 2 gr di gelatina
Togliere dalla panna un paio di cucchiai di liquido e scaldarli. Unire la gelatina idratata e tamponata.Montare la restante panna e a quasi fine lavorazione unire la panna gelatinata a filo senza smettere di montare.
Mandorle tostate

Versare in un pentolino piatto caldo delle lamelle di mandorle. Tostarle finchè appaiono dorate.

Composizione
Predisporre un disco di cartone con la carta pizzo. Incorniciare con della carta forno in modo da non sporcare il pizzo durante la lavorazione. Sistemare al centro una fascia in alluminio e rivestire l’interno con un rotolo di carta acetato. Sistemare all’interno un disco di pan di spagna e inumidirlo molto bene con la bagna al limone. Versare circa la metà della chantilly. Sistemare un secondo disco e ripetere l’operazione. Terminare spalmando sulla superficie della chantilly. Porre in frigo per circa 8 ore. L’indomani, velare la superficie con la panna montata gelatinata stendendola molto bene con una spatola.Togliere la fascia, la carta acetato dai bordi e aiutandosi con una scatolina velare anche i bordi. Riporre in frigo per circa 30 minuti. Circondare la torta con una fascia in acetato e chiuderla con dell’adesivo. Aiutandosi con una spatolina , deporre sui bordi le lamelle di mandorla sbordando un po’ all’interno della torta. Mettere la panna montata residua in un cornetto e creare una decorazione . Sistemare ogni tanto delle piccolissime palline argentate . Circondare la torta con il nastro di seta chiudendolo con del nastro biadesivo. Proteggere i gambi dei fiori con della carta argentata e infilarli nella torta.