domenica 25 maggio 2008

Il dolce di Matteo

C'e' feeling tra me e Matteo. Un po' perchè siamo nati lo stesso giorno. Un po' perchè gli piace tutto quello che faccio. E, scusate , se di questi tempi è poco. Un po' perchè credo di non aver mai toppato i suoi dolci di compleanno.
Figuriamoci se potevo incorrere in svarioni oggi, che è la sua Comunione.

Sono andata sul sicuro:limone, fragole e menta. Giallo, rosso, verde. Un dolce profumato dell'aroma pungente del limone, della freschezza della mente, dell'aroma inebriante delle fragole.
Ho solo modificato la decorazione.

Spero di non averlo deluso il mio adoratissimo fan.
Il dolce è già visto. Già lo conoscete.
La mia inossidabile:
Bavarese al limone con gelèe di fragole
Bavarese al limone
Per un dolce di 35 x 30 cm
Ingr:
900 gr panna semimontata
750 gr latte
240 gr zucchero
18 gr colla di pesce
12 tuorli
scorza di due limoni appena colti
Intiepidire il latte con la scorza di un limone e lasciatela in infusione per almeno un’ora. Mettere in ammollo la colla di pesce. Montare leggermente i tuorli con lo zucchero, versarvi a filo il latte e rimettere sul fuoco a fiamma bassa mescolando con un cucchiaio cercando di disegnare un 8. Appena raggiunge la temperatura di 82°C la crema inglese è pronta. Eliminare la scorza del limone. Strizzare la gelatina, unirla alla crema e farla sciogliere completamente. Passare la crema al setaccio e far abbassare la temperatura fino a circa 35°C.
Incorporare delicatamente la panna in modo da avere un composto perfettamente omogeneo.

Gelée di fragole
(da P.Torreblanca)

Ingr:
750 gr di passato di fragole
20 gr di succo di limone
100 gr di zucchero semolato
34 gr di maizena
Altri 24 gr di zucchero semolato
10 gr di gelatina in fogli
altri 100 gr di passato di fragole

Fate prendere il bollore al puré di fragole precedentemente passato al setaccio.Ponete la gelatina in un bagno di acqua ghiacciata. Aggiungete i 100 gr di zucchero al puré di fragole e ponete in una ciotola il succo del limone, la maizena, i 24 gr di zucchero e altri 100 gr di passato di frutta. Aggiungete questo composto omogeneo al primo passato che sta bollendo, mescolare molto bene, togliere dal fuoco. Far freddare un po’ e aggiungere la gelatina. Porre il passato di fragole in uno piu' piccolo del prescelto per la bavarese e congelare.
Per il biscotto alle mandorle

Ingr:
5 uova intere
215 gr di zucchero
165 gr di farina di mandorle
50 gr di farina 00
50 gr di burro fuso
65 gr di albumi
Mescolare le uova con 90 gr di zucchero fino ad avere una montata soffice. Aggiungere la farina di mandorle, la farina 00 setacciata e infine il burro fuso nel quale in precedenza sia stato incorporato un cucchiaio di montata per renderlo piu’ soffice. Montare gli albumi con i 125 gr di zucchero rimasto. Unirli al primo impasto con grande attenzione.Versare la massa ad uno spessore di circa 1 cm in teglie rivestite di carta forno e stendere con l’aiuto di una spatola. Infornare a 180°C fino a colorazione dorata. Alla fine della cottura, ricoprire il biscotto con un panno per mantenerlo umido.

Lavorazione:
La gelèe di fragole deve essere colata in uno stampo rettangolare piu' piccolo del definitivo. Si deve far solidificare in freezer.
Si cola la bavarese al limone all'interno dello stampo, si passa in freezer per 15 minuti e poi si adagia al centro la gelèe di fragole. Si ricopre con la restante bavarese e si ripassa in freezer, sempre per 15 minuti. Si ritaglia il biscuit e lo si mette sopra la bavarese. Si ripassa in freezer per una completa solidificazione. Al momento della decorazione, si sforma, si nappa con glassa neutra e poi si decora .....

sabato 24 maggio 2008

Un vassoio di friandises

Ogni tanto, leggendo un po' in ogni dove, mi innamoro perdutamente di qualche ingrediente. Lo cerco, non lo trovo, telefono alle mie amiche di Coquinaria, impazziscono pure loro all'idea di non averlo, lo cercano, frugano, scartabellano depliants, si sparge la voce e.....come per incanto, nessuno pare piu' possa lontanamente pensare di vivere senza possederlo.
Uno di questi magici e affascinanti ingredienti è il the matcha.
Come è arrivato da me? Un'amica che andava a Parigi. E , quando una di noi va a Parigi non si pensi che possa trascorrere il suo tempo alle Galeries Lafayette o in Place Vendome (si, anche li......).
No, no.
Lo trascorre da Detou, in rue Tiquetonne. Da Mora, in rue Montmartre. A La Grande Epicerie. E al Marais nelle botteghe delle spezie. A fotografare le vetrine di Fauchon ecc ecc.
Morale: la dispensina trabocca di matcha, di polvere di pistacchi orientali, di pectina, di burro di cacao, di liquerizia in polvere o in pasta, di crema di nocciole e cioccolato e quant'altro.
Quanto dura l'innamoramento? Dipende, come tutti gli amori. A volte un soffio, un colpo di fulmine estivo oppure una vita, come i grandi amori.
A che categoria appartiene il the matcha?
Non lo so . E' un amore in corso. Vediamo se cresce.
Friandises al thè matcha, alle noci e alla vaniglia

Al thè matcha
Ingr:
64 gr di zucchero al velo
142 gr di burro
240 gr di farina
3 tuorli di uova grandi
1 cucchiaino di thè matcha
Zucchero semolato

Alle noci
Ingr:
64 gr di zucchero al velo
142 gr di burro
200 gr di farina
40 gr di farina di noci
3 tuorli di uova grandi
Zucchero semolato

Alla vaniglia
Ingr:
64 gr di zucchero al velo
142 gr di burro
240 gr di farina
3 tuorli di uova grandi
Vaniglia in bacche
Zucchero semolato
Preparazione per i frollini al thè matcha:
Setacciate il thè matcha insieme con lo zucchero al velo. Mescolate la mistura con il burro, aggiungere la farina.Quindi, i tuorli, uno alla volta.Fate un rotolo con l’impasto e conservatelo in frigo per un paio d’ore.Tagliate con un coltello affilato in frollini di almeno un cm di spessore, fate rotolare i frollini nello zucchero semolato lungo i lati e rimettete in frigo per circa 30 .
Preparate allo stesso modo gli altri frollini, sostituendo al the matcha gli altri aromi.
Nota: Piuttosto che lo zucchero semolato , ci starebbe meglio lo zucchero in cristalli. Lo vado cercando da una vita. Mi sa che occorre andare da Detou.....Mica si puo' pensare di non averlo...

domenica 18 maggio 2008

Due bicchierini, due gusti


Da un po' ho la fissa dei bicchierini. Riesco a fare delle mousses o bavaresi o creme o budini e farne assaggiare un cucchiaino. Cosi c'e' posto per un altro assaggio, per un biscottino, per un bonbon. Piccole cose. Piccole decorazioni concentrate tutte in un minuscolo contenitore. Stavolta, volevo provare una mousse di cioccolato al latte trafugata dal libro di Mannori e vedere l'effetto che faceva la ormai mitica bavarese al vin santo della mia carissima Giuliana.....
Quindi, eccole entrambe.
Mousse pralinata di cioccolato al latte
(da L.Mannori)
Ingr:
75 gr di zucchero
30 gr d'acqua
75 gr di tuorli
4 gr di gelatina in fogli da 2 gr
250 gr di cioccolato al latte
500 gr di panna fresca
3 cucchiai di nocciole caramellate tritate

Far fondere dolcente il cioccolato al latte e tenerlo a circa 30°C. Idratare la gelatina. Semimontare la panna e tenerla in frigo. Cuocere lo zucchero bagnato con l'acqua alla temperatura di 120°C e versarlo a filo sui tuorli fino ad ottenere una montata chiara, soffice e spumosa. Far sciogliere al Mo la gelatina e versarla a filo sul composto continuando a lavorare finchè la montata è solo pochissimo tiepida. Aggiungere una cucchiaiata di panna al cioccolato per ammorbidirlo e quindi alternare l'aggiunta di montata di uova alla panna mescolando sempre dall'alto verso il basso. Concludere con la panna. A questo punto unire la granella di nocciole.Versare un cucchiaio di mousse all'interno dei bicchierini e mettere in frigo.Quando la mousse si è compattata, inserire un frollino di sablée oppure una spiralina di cioccolato fondente e spolverare con una polvere ottenuta dal miscuglio di cacao e zucchero al velo. Decorare con un po' di granella e....
Bavarese al vin santo con la sua gelatina
(di Giuliana)


Per la bavarese

Ingr:
2,5 dl.latte
2 dl.di vin santo
4 dl.panna liquida fresca
130 gr. zucchero
4 tuorli d'uovo
4 fogli di colla di pesce

In un pentolino portare il latte a ebollizione . Mettere a bagno la colla di pesce e appena è ammollata strizzarla bene e farla sciogliere a fuoco bassissimo con 0,5 dl. di vin santo. A parte montare i tuorli con lo zucchero, versare il latte caldo a filo, sempre montando con le fruste elettriche alla velocità più bassa, dopodichè il restante vin santo e la colla di pesce sciolta. Mescolare molto bene e filtrare attraverso un colino a maglie fini. Lasciar raffreddare il composto mescolando spesso perchè non si solidifichi. Quando il tutto è ben freddo montare la panna e incorporarla molto delicatamente al composto.

Per la gelatina

Ingr:
350 gr di vin santo
20 gr di zucchero
6 gr di gelatina in fogli da 2 gr
Scaldare leggermente 50 gr di vin santo e aggiungere la gelatina idratata. Versare nel restante vino e ultimare con lo zucchero. Riporre in frigo fino ad avere la consistenza dell'olio.

Decorazione
Versare la bavarese all'interno dei bicchierini. Far freddare in frigo e decorare con uno staterello di gelatina. Volendo, la gelatina di puo' far freddare completamente all'interno di una pirofila rettangolare, poi la si taglia a piccoli cubetti e la si mette sopra la bavarese.

venerdì 16 maggio 2008

Solo una ciambella..forse due


Il mio dolce preferito. Non è che ci sia bisogno di tante parole. Solo pensarci e già sono li, che svengo quasi. Mi piacciono da matti, le ciambelle. Con la marmellata. Senza. Al cioccolato. Alla crema. Basta solo che a sorregggere il tutto ci sia uno straterello di frolla. A se non c'e' lei, basta che che ci sia una sablée. Una brisée. Qualcosa insomma.



E il resto, è solo quasi felicità. A patto che si sappia cosa sia un momento di felicità. Ho detto un momento....

Sablée di Pinella

Riunite in una ciotola g 375 di farina setacciata, g 70 di fecola, g 125 di zucchero a velo, un pizzichino di sale, un cucchiaino di vaniglia oppure scorza di limone, g 250 di burro morbido e a pezzetti. Impastate brevemente come per la frolla, quindi completate velocemente sulla spianatoia e fate riposare una mezz'ora in frigo. Si fanno i cerchi, di cui uno forato al centro. si cuociono separatamente poi, si incollano con della marmellata oppure crema gianduia. D'obbligo la spolverata di zucchero al velo.


mercoledì 14 maggio 2008

I cannolini al doppio gusto

Questo nome è nato in una sera fredda e umida dello scorso gennaio. Io li avevo chiamati " Cilindri di cioccolato" ma degli amici di Bologna, al vederli, li hanno di botto chiamati "Cannolini" e cosi, poi, sono rimasti. Li faccio spesso farciti di un cremoso al caffè, quello di Mannori. Altre volte, rellenos ( mi piace dire"rellenos", alla spagnola. Evocano l'incapacità di resistere al mangiarli, una resa incondizionata) con una mousse molto semplice, anch'essa al gusto di caffè ma con del cioccolato fondente. Adesso, invece, fi laccio spesso aromatizzati con il frutto della passione.
Non si puo' resistere al frutto della passione. Sa d'Oriente, di tramonti, di altre vite.
Provate?
Ops! Questi li ho fatti un po' misti. A volte, a qualcuno non piaccia proprio l'Oriente.....
Cannolini al doppio gusto

Cremoso al caramello e caffè
(di L.Mannori)

Ingr:
500 gr di panna fresca
75 gr di zucchero semolato
1 gr di caffè solubile
5 gr di gelatina
1 baccello di vaniglia
8 gr di liquore al caffè
125 gr di base al caramello

Per la base al caramello:

80 gr di glucosio
135 gr di zucchero semolato
200 gr di panna fresca
20 gr di burro
Peso totale: 435 gr

Far fondere il glucosio, incorporare lo zucchero e fare un caramello chiaro.Aggiungere il burro a pezzetti e la panna resa leggermente schiumosa. Far sciogliere bene e,volendo, conservare in frigo.
Una volta preparata, procedere con la preparazione del cremoso:

Far riscaldare la panna sino a 60°C insieme allo zucchero, il caffè solubile e un baccello di vaniglia aperto per il lungo. Far rendere il bollore, unire la base caramello e mescolare bene.Togliere dal fuoco e unire la colla di pesce precentemente idratata. Passare il tutto al setaccio, vortexare un paio di minuti con un minipimer e quindi aggiungere il liquore al caffè.
Porre in frigo per non meno di 12 ore.
Togliere dal frigo, mettere in planetaria e montare a spuma.


Per la mousse al cioccolato bianco
(modificata da Tuki)


Ingr:
250 gr di cioccolato bianco
190 gr di latte intero
250 gr di panna fresca
3 gr di gelatina
Il succo filtrato di 4 frutti della passione
Far scaldare quasi al bollore il latte. Far idratare la gelatina e poi scioglierla nel latte caldo. Passare al setaccio e versare sul cioccolato fuso. Lasciar scendere di temperatura e unire il succo dei frutti della passione e quindi la panna semimontata.
Preparare i cilindri di cioccolato con dell'acetato. Senza eliminare l'involucro, farcirli con le mousse e far rapprendere in frigo. Eliminare il foglio di acetato e decorare a piacere.

domenica 11 maggio 2008

I magici frollini di Adriano




Ogni tanto mi imbatto in una ricetta spettacolare. E, nonostante, io abbia una passione disumana e celestiale per la frolla in generale, e montata in particolare, non era mai nata l'occasione per sperimentare questa preparazione. E per un pelo non nasceva neppure ieri.
Certo che Adriano Continisio è una garanzia! Prendi una sua ricetta, la rifai e viene fuori uno spettacolo mirabolante!
Frolla montata di Adriano Continisio
Ingr:
320 gr di farina 00
70 gr di fecola di patate
400 gr di burro
160 gr di zucchero semolato
scorza di limone oppure vaniglia
2 gr di sale
60-70 gr di albume
Questa è la preparazione che ho eseguito io in quanto non ho trovato la procedura originale di Adriano.
Rendere molto morbido il burro prima di iniziare a montarlo con una frusta, magari lasciandolo un'oretta a temperatura ambiente. Quindi iniziare la lavorazione aggiungendo progressivamente lo zucchero.Occorre ottenere un composto soffice e spumoso. Aggiungere a filo gli albumi e gli aromi prescelti. Completare con la farina setacciata con la fecola.
Distribuire il composto su teglia servendosi di una sac à poche con beccuccio sprizzato a stella oppure liscio, a seconda della forma.
Data la "burrosità" dell'impasto io ho tenuto le teglie in frigo per tutta la notte ma credo bastino anche alcune ore. Infornare a 180°C fino a doratura. Tener presente che il composto tende un po' ad allargarsi quindi distanziare le forme. Far freddare bene i frollini a fine cottura. Quindi accoppiarli a due a due con un velo di marmellata di albicocche e tuffare un'estremità nel cioccolato fondente oppure in una glassa tipo quella Pane degli Angeli che si trova in commercio.
Alcuni frollini sono a rosetta, singoli. In questo caso, ho velato di marmellata la superficie e ho decorato con codette di cioccolato.
I frollini tondi e lisci sono a mo' di bacio di dama con una spiralina di cioccolato come decorazione.
Nota di Adriano:
Se si vogliono fare al cacao, si toglie il 15% della farina e si aggiunge la quarta parte di questa in cacao.
Se si usa la frutta secca, si aggiunge fino al 20% sulla farina e si riduce questa del 5% rispetto alla frutta introdotta.

sabato 10 maggio 2008

Chocolait




Una busta di cioccolato al latte giaceva in dispensa da Pasqua. Ogni tanto, nei momenti di incerto umore, ci infilavo la mano e ne addentavo un pezzo. Sceglievo il pezzo in cui la curvatura dell'uovo si faceva piu' spessa per cui mi sono ritrovata tutto un insieme di lamine sottili che non mi davano piu' granchè come soddisfazione.
Che ci faccio? Oltre a colarlo negli stampini di plastica mai usati, a forma di lettera, faccine, numeri, e ottenerne dei piccoli e inusuali cioccolatini destinati ai giochi golosi di due bimbi....dicevo...che farne?

Che sant'uomo, Pierre Hermè. Ha pubblicato una ricetta con una torta che si chiama Chocolait. Potenza del nome.


E allora! Facciamola, no?
Chocolait
(dal Larousse du chocolat di P. Hermé)

Ingr:
260 gr di cioccolato al latte
110 gr di panna fresca
4 uova intere
145 gr di zucchero
80 gr di burro
190 gr di farina
8 gr di lievito
Setacciare la farina con il lievito. Rendere il burro in crema ( a pomata) con un cucchiaio e progressivamente unire lo zucchero mescolando con un mixer. Incorporare le uova, uno alla volta fino a rendere l’impasto una sorta di crema. Aggiungere la panna fresca e, infine, la farina. Tagliare a pezzetti 60 gr di cioccolato e far fondere i restanti 200 gr.senza oltrepassare i 35°C. Aggiungere i pezzetti di cioccolato e quello fuso nella pasta, rimescolare e versare in una teglia da 22 cm di diametro, prima imburrata ed infarinata. Fare riposare in frigo per almeno 2 ore. Cuocere a 175-180°C per circa 40 minuti. Far raffreddare e quindi decorare con una spolverata di zucchero al velo.

giovedì 8 maggio 2008

Il budino di Elisa

Mi sono sempre piaciuti i budini. Sanno di infanzia . Di casalingo e di famiglia.
E' lungo da dirsi.
E difficile risulta lo spiegare perchè una particolare sera si scelga di fare proprio quel particolare dolce.

Piu' facile dire che ho sempre amato i budini. Sanno di mamma.

Ero di fretta e....
Ho aperto la rivista "La Cucina Italiana" e....
E' stato un attimo.

Budino di Elisa
(tratto da La Cucina Italiana)

Ingr:
500 gr di latte intero
100 gr di cioccolato Mannari Valhrona al 64%
100 gr di zucchero
100 gr di burro
50 gr di farina
Un cucchiaio di rum


Far scaldare il latte con lo zucchero sul fornello regolato a bassa intensità. Quando è diventato molto caldo, aggiungere il cioccolato fondente e scioglierlo molto bene. In una casseruola sciogliere il burro, aggiungere la farina e far sfrigolare come si preparasse una bechamèl.. Togliere dal fuoco, aggiungere un mestolo di liquidi e mescolare benissimo. Rimettere sul fornello per circa 1-2’ sempre rimestando in modo da ottenere un composto lucido e omogeneo. Continuare seguendo questo schema fino ad esaurire tutto il latte.Completare la cottura in modo da avere una crema consistente e uniforme.Togliere dal fuoco, aggiungere il rum (oppure profumare con un altro aroma) e utilizzare il budino secondo le proprie idee.

L'ho servito nel bicchierino Bodum. Sotto ho stratificato un po' di mousse al cioccolato bianco e cardamomo. La trovate qui.
Grazie ancora, Tuki.
Non avevo del crumble, ma alcuni cantucci al cioccolato. Li ho sbriciolati. Tutto qui.

venerdì 2 maggio 2008

Due dolci di Elisabetta Cuomo

Credo conosciate tutti Elisabetta Cuomo. Ormai, i suoi dolci hanno preso possesso dei nostri quaderni, le sue ricette hanno trovato adeguato spazio nel nostro ricettario mentale, scavandosi uno spazio ben delimitato, sicuro. Da li, attingiamo ogni qual volta è necessario fare una delizia come si conviene, un babà poroso e imbevuto al punto giusto, una pastiera che non ha eguali.

Di recente, ho provato a rifare altri suoi dolci. Era da un po' che ci pensavo. La scatoletta di cartone con i cannelli di latta e le cartine giaceva nel mio armadietto preferito già da un po' e scalpitava per essere finalmente aperta.
L'ho aperta. E sono nate queste cartucce che sono come piccole magie deliziose per l'anima ed il corpo, fragranti e saporite, profumate di limone e vago aroma di mandorla amara.
Coraggio! Procuratevi i cannelli.
Non potete non sapere cosa sia una cartuccia napoletana by E.Cuomo....
Cartucce napoletane

Ingr:

200g di farina di mandorle (un paio di mandorle amare)
100g di farina "00"
50g di fecola
200g di zucchero
130g di burro morbido
20g di burro fuso
4 uova (anche 5 se il composto dovesse essere troppo duro)
un pizzico di bicarbonato d'ammonio
un pizzico di sale
la scorza di un limone grattugiata

Mescolare la farina di mandorle con due uova sbattute e gli aromi far riposare a temperatura ambiente per un’ ora. Lavorare il burro morbido con lo zucchero e l'ammoniaca, unire il composto di farina di mandorle e uova, un cucchiaio per volta, alternando con le altre due uova sbattute. Mescolare con un cucchiaio e unire il burro fuso, infine unire la farina e la fecola setacciate, poco per volta. Trasferire l'impasto in un sac à poche con bocchetta liscia (1 cm di diametro) e distribuire il composto nei cannelli foderati con le cartine , riempiendoli fino al bordo del cannello.
Fare una prova di cottura con due cartucce in modo da verificare il risultato. Infornare a 170° per 10 minuti poi abbassare a 160° e continuare per altri 8/10 minuti, la cartuccia deve rimanere chiara sotto la carta e dorata sulla parte superiore. Togliere le cartucce dal cannello e passarle sulla carta assorbente per eliminare l’unto.
NOTA: Su consiglio di Elisabetta ho diminuito un po’ il burro.
Questi sono dei gran baci di dama. Finalmente una preparazione come si conviene, poveri baci! Fino ad ora venuti su come misere simil-frittelle...Facili, veloci, di sicura riuscita.
Ma, non avevo poi mica dei dubbi...

Baci di dama
(da L.Montersino)

Ingr:

250 gr di burro
200 gr di zucchero
Un tuorlo piccolo
250 gr di farina 00
250 gr di farina di nocciole
Vaniglia
Un pizzico di sale
Crema di cioccolato fondente

Mescolare il burro con lo zucchero, aggiungere un tuorlo, un cucchiaino di vaniglia liquida e il sale. Lavorare velocemente come per una frolla aggiungendo le due farine.
Far riposare l’impasto in frigo per almeno 6 ore. Formare delle piccole palline , schiacciarle leggermente e adagiarle sulla teglia abbastanza distanziate e rimettere in frigo per un’ora. Infornare a 140°C per circa 25 minuti. Far freddare ed accoppiare con della crema di cioccolato oppure cioccolato fondente.

giovedì 1 maggio 2008

Ah! Le chocolat..


Non potrei proprio farne a meno. In alcuni periodi è un appuntamento prezioso, indispensabile. Molti maestri pasticcieri hanno creato dei capolavori con il cioccolato. Intendo, anche piccole cose, semplici, poco laboriose, che invece si rivelano desserts quasi magici. Non parlo solo della mitica Torta Tenerina del maestro Santin. Parlo del Gateau au chocolat de Suzy di P.Hermé, per esempio. Nel suo Larousse du chocolat esiste un tesoro che racchiude dei magici gateaux.

Uno di questi è il:


Gateau moelleux au chocolat
(di P.Hermé)

Ingr:

400 gr di cioccolato fondente al 70%*
200 gr di burro
120 gr di zucchero
100 gr di farina
80 gr di farina di mandorle
4 uova

Far fondere il burro su un fuoco molto dolce oppure nel MO a minima potenza. Far fondere il cioccolato,prima tagliuzzato con un coltello seghettato, su un bagno maria oppure al MO, ma sempre a minima potenza. Imburrare una tortiera di circa 22-24 cm e infarinarla. Versare nella ciotola di una planetaria lo zucchero, la farina setacciata, quella di mandorle, il burro fuso, le uova. Mescolare brevemente e unire il cioccolato fuso. Mescolare con la frusta per 3 minuti. Versare il composto nella teglia ed infornare per circa 15 minuti. Non prolungare la cottura.

* A mio parere e gusto personale, si puo’ usare un buon cioccolato al 50% o, in alternativa, al 60%.
Se poi, qualcuno, avesse la leggera vaghezza di conoscere anche il Gateau di Suzy...eccola!
Gateau au chocolat de Suzy
(di p.Hermé)

Ingr:
250 gr di cioccolato fondente al 60-65%
250 gr di burro morbido
220 gr di zucchero
70 gr di farina
4 uova

Accendere il forno a 160°C. Imburrare ed infarinare una teglia da 22 cm-24 cm di diametro. Far fondere il cioccolato a bagnomaria. Lavorare a crema il burro morbido.Setacciare la farina.
Montare a spuma tre tuorli ed un uovo intero con 130 gr di zucchero fluidificando l’impasto con un cucchiaio di acqua tiepida. Montare a neve ferma gli albumi con i 90 gr di zucchero rimanenti. Aggiungere alla crema di uova la farina setacciata, il cioccolato fuso e infine il burro montato amalgamando dall’alto verso il basso. Versare una cucchiaiata di albumi montati e lavorare cercando di rendere morbido il composto, quindi completare la lavorazione con l’aggiunta dei restanti albumi ma lavorando con grande delicatezza. Versare il composto nella teglia ed infornare per circa 35 minuti.Lasciar riposare la torta fino ad intiepidirsi e poi metterla in un piatto . Decorare con striscie di zucchero al velo vanigliato
Nota: la torta si puo’ profumare con peperoncino in polvere, oppure cannella o spezie diverse amalgamandole all’impasto prima dell’aggiunta degli albumi.
Servire tiepida con un ciuffo di panna semimontata.
Ops! Ho variato lievissimamente le modalità di preparazione del dolce. Nella ricetta originale, le uova erano montate con lo zucchero senza la separazione dei tuorli dagli albumi e, quindi, l'aggiunta del cucchiaio d'acqua tiepida è del tutto superflua.....