venerdì 3 ottobre 2008

Amaretti


Fino a pochissimo tempo fa era per me un dolce da non mangiare. Troppe mandorle amare. Spessissimo molto croccanti e duri invece che morbidi e cedevoli. Un dolce che mi ispirava una sorta di distacco tanto che rimangono sempre per ultimi, nel vassoio che troneggia nella mia cucina. Basta aprire il coperchio e ci trovi: ciambelline doppie con la marmellata, piccole spumiglie, qualche pabassina, avanzi di pasticcini. Insomma, di tutto un po', a seconda della stagione e della variabilità delle mie voglie e dei miei umori.

Immancabilmente c'e' pure qualche amaretto, ormai pietrificato, stanco di aspettare di essere mangiato. Regalo di qualcuno e che non ha retto alla prova-taglio che faccio sempre. Se non si apre in un secondo...resta li e finisce il suo corso in qualche bavarese, in qualche perfetto gelato oppure come sfarinato in una base di crostata.
Poi, ogni tanto li faccio e .....puo' succedere che allunghi la mano a staccarne un angolino anche durante la colazione del mattino.

Eccovi la mia ricetta di amaretti. Non e' per nulla difficile. Il punto determinante risiede nella granulosità dello sfarinato di mandorle. Noi sardi per tritarle usiamo questo strumentino che mi pare costruiscano in Germania. Puo' essere che sia pervenuto nell'isola come regalo di qualche emigrante sardo in Germania a sua moglie ma...è una mia personalissima opinione.

Amaretti sardi

1 kg di mandorle pelate(950gr di dolci+50 gr di amare)
800 gr di zucchero semolato
scorza di 4 limoni freschissimi
circa 10 albumi* (dipende dalle mandorle)

Prendete le mandorle macinate e unitevi lo zucchero e la scorza grattugiata dei limoni. Girate tutto con le mani per far entrare l'essenza del limone nel composto. Montate gli albumi a neve ferma. Prendetene un po' e cominciate a intridere il composto. Aggiungete anche il resto e proseguite fin quando il composto è morbido. Per vedere se è a posto, prendetene un po' tra le mani e fateci una pallina. Se vedete che la pallina rimane proprio sferica sul piatto, l'impasto è ancora troppo duro. La pallina deve “tendere” ad appiattirsi. A questo punto, mettete l'impasto al fresco. Io l'ho messo in frigo. L'indomani, l'impasto a mio avviso si era leggermente indurito. Ho aggiunto un po' di albume montato. Prendete un piatto e versateci dello zucchero semolato. Fate rotolare molto delicatamente la pallina nello zucchero, con attenzione che è molto morbida. Deponetele su una teglia rivestita di carta forno e decorate con una mezza mandorla messa al centro. Infornate a 165°C per circa...non lo so'...finche sono dorati. I miei amaretti erano cosi morbidi che alla base hanno fatto una sorta di crosticina che si allargava.

15 commenti:

Morettina ha detto...

Buongiorno mia cara!
Io personalmente non amo molto gli amaretti, ma senza ombra di dubbio sono un vanto della nostra terra, mia mamma nè va matta, magari li posso preparare per lei!
Un bacione e buona domenica

barbara ha detto...

Adoro gli amaretti... e con la segnalazione dell'attrezzino e la tua dettagliata spiegazione... quasi quasi... grazie!!

angela ha detto...

ciao bellisimi ,ma quando sono in forno non si allargano?

Pinella ha detto...

No, solo un pochino, ma un nulla. Se gli albumi non sono eccessivi non succede

Valeria ha detto...

Ma...ma che strano. A me gli amaretti sono sempre capitati: dolcidissimi&morbidissimi. Si aprono in due senza fare manco "zì" e non hanno mai e dico mai mandorle amare. E sì che mi piacerebbero. Forse che nel cagliaritano le usanze sono diverse da quelle che vigono qui nel selvaggio Sulcis?
Baci

Pinella ha detto...

Che molto simpatica, Valeria del selvaggio Sulcis!

Fai la ricetta come me? Sai che invece gli amaretti dovrebbero avere le mandorle amare? Almeno, 100 gr sul totale delle mandorle.Sono io che scalo....

angela ha detto...

ha ragione pinella altrimenti che amaretti sono? ciao un bacio

Valeria ha detto...

Ciao Pinella!
In realtà mi riferivo, banalmente, a quelli che si comprano. Mi viene il dubbio che di solito siano dolci e umidi per motivi commerciali, capisci... ;-) Le mandorle amare costano tanto; gli albumi costano mooolto meno, in peso, rispetto alle mandorle, e tenerli umidi "fa peso".

stefania ha detto...

Ciao sono Stefania da Iglesias,mi piace tanto fare i dolci provero' senz'altro questi amaretti perche' devono esere ottimi poi ti faro' sapere spero vengano buoni...

Pinella ha detto...

Un bacio speciale alle amiche sarde che non conosco....

sde ha detto...

Se ti sente mio fratello dire queste cose degli amaretti e della pasta di mandorle !!!!!!

sde ha detto...

Ecco.... il caso vuole che appena pubblicato il post qui sopra squilla il telefono ...era mio fratello ..... ha commentato:

"LA PASTA DI MANDORLE E' COME IL LATTE DELLA MAMMA, COME SI PUO' RIFIUTARE ????"
"Salutami Pinella".... ha comcluso.

Pinella ha detto...

Tuo fratello è nel mio cuore, SDE. Lo sa?

sde ha detto...

Si lo sa, eccome se lo sa !!!
Ma anche tu sei nel suo .......

Antonella ha detto...

Ciao Pinella, le ultime volte in cui ho fatto gli amaretti mi sono venuti piccoli e duri, nel senso che in cottura non si sono schiacciati e allargati come sempre.
Mi è venuto il dubbio che sia perchè le mandorle le trito nel mixer, ma ho sempre tritate in questa maniera per cui boh.
Il link a questo fantomatico attrezzino non è più funzionante: mi dai qualche delucidazione in più?
Grazie l'attenzione. :D